domenica 31 gennaio 2010

Parma diventa a misura di famiglia. E Carpenedolo??

Da alcuni mesi Parma è al centro dell'attenzione per alcune iniziative che possiamo certamente definire rivoluzionarie. Tutto questo mentre comuni come Carpenedolo ripropongono ogni anno la fotocopia dei programmi e delle azioni dell'anno precedente.
Il sindaco Pietro Vignali ha dato infatti avvio da circa un anno a un processo che dal prossimo anno inizierà ad incidere profondamente sulla vita delle persone. E' stata convocata una grande assemblea aperta, il cui titolo riassume il programma: “Per un welfare sussidiario a misura di famiglia”. In quell’occasione saranno raccolte le proposte e le speranze della città. E al termine sarà lo stesso Vignali ad annunciare le linee di sviluppo della riforma. Due saranno in particolare gli strumenti innovativi che l’amministrazione preannuncia voler attuare.
- Da un lato l’ormai noto “quoziente Parma”, ovvero il tentativo di inserire in modo strutturale la logica del quoziente famigliare nelle procedure di accesso ai servizi. Oggi la famiglia che volesse richiede la possibilità di accedere a servizi o provvidenze pubbliche è chiamato a compilare un modello (l’ISEE) finalizzato a comprendere la situazione socio-economica del nucleo. Il modello, utilizzato su vasta scala in tutta Italia, ha un difetto grave: quello di non tenere conto adeguatamente dei carichi di cura presenti nella famiglia. Insomma, sottovaluta gravemente il peso che hanno i figli sulla condizione economica. Il “quoziente Parma” prova a sanare esattamente questo vulnus, riconoscendo un sostegno crescente al numero dei figli. Vignali ha già annunciato che da gennaio il nuovo modello entrerà in vigore e progressivamente diventerà lo strumento unico per l’accesso a tutti i servizi.
- Su un secondo versante, il “Libro Verde per un welfare a misura di famiglia”, presentato dallo stesso Vignali nello scorso mese di giugno, prefigurava una seconda riforma, particolarmente rivoluzionaria nel contesto emiliano: quella legata all’introduzione della libera scelta tra una pluralità di soggetti erogatori, per un ventaglio di servizi che va da quelli alla prima infanzia all’assistenza sociale. Si tratta di una riforma sicuramente più complessa, che dovrà fare i conti con le rigidità presenti nella normativa regionale e con gli interessi corporativi presenti nella città. Il 2010 sarà dunque il banco di prova di queste proposte, il cui orientamento a una cultura della sussidiarietà rappresenta (soprattutto per l’Emilia-Romagna) un elemento di innovazione radicale. Se la scommessa sarà vinta, Parma diventerà a tutti gli effetti un laboratorio del nuovo welfare.

Parma è un bellissimo esempio di come le idee e lo spirito di iniziativa possano superare le rigide regole normative. La sola proposta dell'assemblea aperta a tutti per discutere con i cittadini e raccogliere le loro istanze è qualcosa di molto innovativo che dovrebbe essere valutata anche da altri sindaci, Desenzani compreso. E' molto più facile nascondersi dietro la solita frase "non ci sono i soldi", in questo modo così si evita di prendere decisioni innovative che modifichino lo "status quo". Come abbiamo già detto: a Carpenedolo, prima dei soldi, mancano le idee. Ci auguriamo che il sistema Parma possa avere un rapido successo e diventare un esempio per tutti.

Paolo Spaziani

venerdì 29 gennaio 2010

Quelle toghe sono la vera anomalia italiana

Ieri pomeriggio mentre facevamo zapping in attesa delle partite abbiamo incrociato il dottor Armando Spataro intervistato da Lucia Annunziata sulla Rai. Ci ha colpito subito. Parlava chiaro, usava argomentazioni polemiche efficaci contro il governo, trasmetteva un forte compiacimento di sé e persino una nota di carisma. Ci siamo detti: ecco un ottimo leader per la sinistra. Non ci sarebbe nulla di male, forse si risolverebbe qualche problema del centrosinistra, se non fosse per un dettaglio. Il dottor Spataro è un magistrato. Il suo compito non è contestare i governi e procurarsi consensi, ma amministrare la giustizia. In tutti i Paesi del mondo, un politico brillante e carismatico fa carriera. In tutti i Paesi del mondo, tranne l’Italia, un magistrato che sfrutta il suo carisma per guadagnare consensi e combattere i governi è un problema grave. In Inghilterra i magistrati non vanno in televisione tranne che per eventi eccezionali che riguardano la sicurezza nazionale e l’ordine pubblico. Le immagini dei processi non sono trasmissibili dalle televisioni né riproducibili sui giornali: non solo a tutela degli imputati per un sentimento innato di garantismo, ma anche per una naturale limitazione del protagonismo di chi indossa una toga. Nel nostro Paese Antonio Di Pietro ha costruito il suo consenso trasformando ogni udienza giudiziaria in una puntata di Un Giorno in Pretura. È in questo Paese che i magistrati sono diventati popolari acconsentendo l’ingresso in aula di imputati con le manette ai polsi (chiedere ad Enzo Carra per conferma). È in questo Paese che il pool di Mani pulite ha potuto persino diffondere un videomessaggio a reti unificate per contestare un decreto del governo (chi non ci credesse vada a cercare su Youtube il programma di Antonio Di Pietro, Gherardo Colombo e Piercamillo Davigo nell’agosto del 1994)(...)Oggi in Italia è considerato normale che i pm partecipino alle assemblee di redazione di giornali politici (è capitato con il dottor Antonio Ingroia e il dottor Roberto Scarpinato, presenti al seminario fondativo del Fatto). Oggi in Italia non stupisce che un magistrato passi dall’inchiesta contro alcuni politici ai duelli nei salotti Rai contro quegli stessi politici. Oggi in Italia si accetta che un magistrato si candidi nella stessa circoscrizione elettorale in cui esercita il proprio mandato. In realtà è fuorilegge anche in Italia, ma è accaduto lo stesso con il dottor De Magistris, plebiscitario con 400mila preferenze alle elezioni europee. Questo è un Paese in cui gli slogan dei centri sociali devono il loro copyright al Subcomandante Marcos, a Hugo Chavez e al procuratore generale di Milano. Chi non ci credesse digiti «resistere, resistere e ancora resistere» su Google. Questi pm italiani scrivono sui giornali, imperversano ad «Annozero», pubblicano libri sui loro processi, guadagnando soldi e scusate se è poco. E sono persino riusciti a convincerci che l’anomalia italiana sarebbe la volontà di Berlusconi di continuare a fare politica dopo aver ricevuto il mandato popolare più ampio dal dopoguerra ad oggi. Ecco perché per risolvere questo problema non basta un’interrogazione o un’ispezione ministeriale, bisogna che l’opinione pubblica apra gli occhi e capisca che quando l’inquisitore mette la sua toga sotto i riflettori siamo tutti meno liberi e siamo tutti più insicuri.

(di Salvatore Tramontano- da "Il Giornale" del 23/11/2009)

martedì 26 gennaio 2010

Il Pd trisessuale perde anche contro se stesso



La gioiosa macchina da guerra del Partito democratico riesce a perdere anche quando gioca in casa con se stessa. Colleziona fallimenti e quando mancano le occasioni politiche ed elettorali, si costruisce le sconfitte con le sue stesse mani. Tappezza le strade di manifesti, organizza macchine elettorali, enfatizza l’evento e si fa clamorosamente battere. Dice, ad esempio, che la Puglia è un laboratorio nazionale, esagera la portata delle primarie per rendere vistosa la sua disfatta, così quando il suo candidato viene così duramente sconfitto dal suo stesso elettorato, fa capire che la Puglia diventa il laboratorio della sconfitta nazionale. Ma, diamine, non riescono non dico a mobilitare i loro militanti ma nemmeno a prevedere quel che sarebbe successo? Ma dove vivono, in quale trullo della Puglia si erano rintanati? Pensavano che sarebbe bastato un bell’avviso giudiziario a Vendola a cinque giorni dalle primarie per farlo saltare? Lo sconforto diventa poi assoluto se si pensa che il regista di quest’operazione era il più intelligente di loro, il Cavour della sinistra in versione sadomaso: Massimo D’Alema.

Il terzo millennio è per lui una collezione di gloriose sconfitte: dalle regionali del Duemila, quando perse il posto a Palazzo Chigi, alle sconfitte interne al partito, dalle candidature bruciate dal Quirinale all’Unione europea, alla disfatta di Bari. Napoleone Malaparte. Una sconfitta dopo l’altra con una commovente abnegazione. Prendete pure il caso del povero Boccia, l’antagonista di Vendola, segnato nel cognome dal destino di perdente; lo conosco da ragazzo, è mio compaesano, è sveglio, giovane e presentabile, ma per due volte lo hanno fatto umiliare alle primarie, sconfitto sempre dallo stesso Nichi. Il Pd si fa sconfiggere perfino dai suoi morti, Rifondazione comunista in differita dal camposanto, batte il Partito democratico per tre a zero.
Vi invito a fare un piccolo consuntivo della situazione in cui si è cacciato il Partito della sinistra. Dunque il Pd è costretto a inseguire Di Pietro nella lotta a Berlusconi, a mendicare alleanze a Casini nella lotta alle regionali, a chiedere protezioni a Fini alla Camera; a incoronare la Bonino nel Lazio che di sua iniziativa ha deciso di candidarsi, a farsi incornare da Vendola in Puglia dopo averlo sfidato sul suo terreno preferito, il populismo delle primarie. E i nomi che vi ho fatto mostrano l’assenza di una linea di coerenza: non si possono inseguire il diavolo e l’acquasanta, diventando una versione passiva di Zelig il mutante, e farsi cattolici in Puglia, ammazzapreti nel Lazio, fingersi moderati per compiacere Casini e dirsi forcaioli per non farsi scavalcare da Di Pietro, farsi scappare i moderati Rutelli e Tabacci e poi farsi sconfiggere perfino dai comunisti con Vendola. È un partito trisessuale, travolto dalle amanti a Bologna, dai trans a Roma e dal gay a Bari. Non si può essere così psicolabili e mutanti.

So che la sconfitta di Bari produrrà conati di nostalgia per Prodi e Veltroni, e magari la convinzione che con Franceschini il Partito non aveva raggiunto il punto più basso. Come avrete notato, finora non ho nemmeno citato il suo leader, Bersani, di cui non ricordo nulla di significativo da quando guida il suo partito. L’unica cosa che mi ha colpito è di natura personale: mi ha fregato qualche sera fa la busta della spesa in un piccolo supermercato vicino a largo Argentina, a Roma, perché era impegnato al telefono a organizzare la sconfitta del partito e non badava a ciò che stava facendo. Perfino il cassiere quando ha visto la scena mi ha guardato e ha alzato le spalle; come a dire, che vuol farci, non ci sta con la testa. Mi è parsa la metafora del suo partito di oggi che finge di stare in mezzo alla gente, ma poi perde il senso della realtà che ha davanti per restare attaccata, via telefono, al Palazzo e alle sue diramazioni. Mi pare infine curioso e meritevole di riflessione, lo strano trionfo di Nichi Vendola. Era agonizzante sul piano politico, la sua giunta era stata travolta da una serie di scandali ed errori sulla sanità e non solo. Ma la lotta che gli ha fatto il suo partito, prima scagliandogli il sindaco di Bari Emiliano, poi il giovane Boccia, infine organizzandogli il suo trionfo con le primarie, lo hanno ringalluzzito. E la cosa divertente è che lui, comunista, ha fatto una campagna da solista, in pieno stile americano: «Solo contro tutti», che poi diventava «Solo con tutti», era il suo doppio slogan. Una campagna populista e solitaria, da leader carismatico e individualista che sfida le organizzazioni collettive, a cominciare dal Partito. Comunista single, una nuova specie con l’orecchino.

(di Marcello Veneziani - da "Il Giornale" del 26/01/2010)

lunedì 25 gennaio 2010

Emendamenti al bilancio di previsione 2010: si accettano proposte!!

Entro il 4 Febbraio prossimo il nostro gruppo consigliare sarà chiamato a presentare eventuali emendamenti al bilancio di previsione 2010 da discutere nel prossimo consiglio comunale. In queste ore stiamo lavorando per proporre alcune soluzioni che ci auguriamo l’amministrazione prenda in considerazione. Come abbiamo più volte ribadito è nel particolare che si gioca l’universale, infatti, iniziative che possono sembrare un granellino di sabbia in confronto ai grandi investimenti, possono invece rivelarsi un bene per tutti i cittadini. Siamo consci che la situazione finanziaria del nostro comune non è delle più floride, ma ribadiamo che i soldi, se usati meglio, possono permettere di risolvere alcuni dei piccoli e grandi acciacchi che affligono Carpendolo. Il nostro gruppo, compatibilmente con i vincoli normativi per la presentazione degli emendamenti al bilancio, è aperto alla presentazione di emendamenti al bilancio che derivino da proposte ed iniziative promosse dai cittadini. Pertanto chiunque volesse contattarci e fare le proprie proposte può scrivere all’indirizzo: pdlcarpenedolo@libero.it.

Paolo Spaziani

domenica 24 gennaio 2010

Santa Emma, protettrice degli ipocriti

L'articolo di Maurizio Belpietro, pubblicato sull'edizione di ieri di "Libero", propone una interessante riflessione sul passato di Emma Bonino, candidata alla presidenza della Regione Lazio per il Pd.

"Emma Bonino rivendica tutto e si dice contenta di aver aiutato, più di trent`anni fa, tante donne ad abortire. Non avevamo dubbi. La leader radicale è una dura che non si pente come certi comunisti, i quali a distanza di anni raccontano di essere entrati nel Pci per combatterlo dal di dentro.

La candidata del centrosinistra al contrario rivendica orgogliosamente anche il metodo con cui praticava le interruzioni di gravidanza. «Era il sistema più moderno quello dell`aspirazione con la pompa di bicicletta», ha spiegato di fronte alle telecamere della tv di D`Alema: «A quel tempo l`alternativa erano le mammane o, addirittura, il ferro da calza». Eravamo certi che Emma la tosta si sarebbe fatta carico della sua storia, senza nasconderne neanche un pezzettino, aborti compresi, sangue e reati. E ancor di più, di fronte alle reazioni di chi avrebbe preferito che tacessimo e non ricordassimo il passato della vicepresidente del Senato, ci diciamo fieri di aver raccontato un pezzo di storia, forse la più importante, della Bonino. Lei non se ne vergogna, perché dovremmo vergognarcene noi di scriverne? Perché arrossiscono i volti dei suoi sostenitori o dei sostenitori dell`aborto? La questione non è aborto o non aborto. Ma la candidata Emma, di cui crediamo sia giusto che si sappia tutto. Il suo programma, il suo credo, le sue azioni e il suo modo di portarle avanti senza guardare in faccia a nessuno, neanche alla legge. Lei rivendica di aver violato il codice penale. E nel suo curriculum si vanta d`essere andata dai poliziotti ad autodenunciarsi, minacciandoli pure se non avessero fatto il loro dovere di prender nota della notizia di reato. Naturalmente poi non fu mai processata, né per associazione a delinquere, né per aborto aggravato: l`immunità parlamentare impedì ai giudici di processarla e, presumibilmente essendo rea confessa, condannarla.

Questo era e magari è il suo sistema di fare lotta politica? Può essere. Ma allora ci permettiamo una domandina semplice semplice.

Se così è, se la Bonino non ha nulla da rimproverarsi, ma soprattutto non hanno nulla da rimproverarle i suoi alleati del centrosinistra, perché appunto la sua fu solo una battaglia politica, come mai quando c`è di mezzo Craxi, il quale violò la legge accettando le tangenti pur di sostenere le sue idee e il Psi, lo si chiama ladrone? Spiegateci perché chi ha usato il finanziamento illecito per fare lotta politica è un delinquente e gli è stata strappata l`immunità, mentre chi usava la pompa di bicicletta per fare aborti e liberare le donne è un`eroina dei diritti civili e ha diritto allo scudo parlamentare contro i giudici? Volete dirci che c`è un ideale in nome del quale si può violare la legge, mentre altri ideali vi devono sottostare? Oppure che c`è battaglia e battaglia: se si prendevano soldi contro i comunisti (che a loro volta li prelevavano da Mosca e dintorni) non si può essere perdonati, mentre se si faceva la colletta per aprire centri femministi dove abortire spetta quanto meno una candidatura nel Lazio? Basta saperlo. Basta capire se l`interruzione illegale di gravidanza porta con sé come conseguenza automatica anche l`interruzione della pena, mentre fermare l`avanzata della sinistra ti fa avanzare una condanna a vita. In tal caso abbiamo un suggerimento.

Altro che intestare la via a Craxi. Datela alla Bonino la via. Anzi, già che ci siete fatela santa.

Santa Emma, protettrice degli aborti e degli ipocriti.

(Maurizio Belpietro-tratto da Libero del 23/01/2010)

sabato 23 gennaio 2010

Elezioni regionali: il sondaggio del nostro Blog


Cari lettori, mancano ormai due mesi alle elezioni regionali ed abbiamo pensato di replicare l'esperienza del sondaggio già proposta per le elezioni poltiche del 2008. Il sondaggio del 2008 aveva avuto riscontri interessanti sia in termini di numero di votanti sia di risultati in quanto, nel suo piccolo, aveva ricalcato i risultati poi ottenuti dai partiti principali.

Vi invitiamo dunque a votare accedendo al sondaggio sulla colonna di sinistra, siamo inoltre a disposizione per qualsiasi contributo vogliate farci pervenire per migliorare il sondaggio ed il blog in generale.

Pdl Carpenedolo

mercoledì 20 gennaio 2010

L'Operazione Trasparenza si allarga. Anche a Carpenedolo

Nei giorni scorsi il Dipartimento della Funzione Pubblica ha emanato la Circolare 1/2010 che specifica nel dettaglio i nuovi obblighi di trasparenza contenuti nella legge 150/2009. Tale legge ha infatti "allargato" gli obblighi delle amministrazioni pubbliche le quali saranno tenute a pubblicare sul proprio sito istituzionale in apposita sezione di facile accesso e consultazione, denominata: «Trasparenza, valutazione e merito»:

a) il Programma triennale per la trasparenza e l'integrità ed il relativo stato di attuazione;
b) il Piano e la Relazione sulla performance;
c) l'ammontare complessivo dei premi collegati alla performance stanziati e l'ammontare dei premi effettivamente distribuiti;
d) l'analisi dei dati relativi al grado di differenziazione nell'utilizzo della premialità sia per i dirigenti sia per i dipendenti;
e) i nominativi ed i curricula dei componenti degli Organismi indipendenti di valutazione e del Responsabile delle funzioni di misurazione della performance;
f) i curricula dei dirigenti e dei titolari di posizioni organizzative, redatti in conformità al vigente modello europeo;
g) le retribuzioni dei dirigenti, con specifica evidenza sulle componenti variabili della retribuzione e delle componenti legate alla valutazione di risultato;
h) i curricula e le retribuzioni di coloro che rivestono incarichi di indirizzo politico amministrativo (sindaci, assessori);
i) gli incarichi, retribuiti e non retribuiti, conferiti ai dipendenti pubblici e a soggetti privati.

Il nostro Gruppo Consigliare, nell'agosto 2009, si è fatto promotore dell'iniziativa che ha permesso la pubblicazione dei primi dati dell'Operazione Trasparenza sul sito internet del Comune di Carpenedolo. Purtroppo abbiamo potuto constatare una certa sufficienza da parte dell'amministrazione la quale, solo grazie al nostro pressing, ha pubblicato i primi dati. Ci auguriamo che questa seconda tranche di informazioni, decisamente più corposa, possa essere pubblicata senza polemiche e senza la necessità di dover fare la spola tra gli uffici per chiedere i motivi dei ritardi nell'applicazione della legge. Ci faremo inoltre fautori di un attento controllo delle altre disposizioni introdotte dalla Legge 150/2009 che prevedono nuove modalità di valutazione dei dipendenti pubblici. Ulteriori informazioni le potete trovare sul sito:
Paolo Spaziani

lunedì 18 gennaio 2010

Terremoto ad Haiti: la testimonianza di un'amica che chiede il nostro sostegno


Affermare la vittoria della vita sulla morte e ricostruire l’umano
è ora il nostro compito qui.
Pubblichiamo la mail di ieri dell'amica Fiammetta Cappellini, volotantaria per AVSI (Associazione Volontari per il Servizio Internazionale) ad Haiti.
Sabato c’è stata ancora una scossa forte, ha dato il colpo definitivo a vari edifici pericolanti. Ma la gente vive per strada. L’indicazione è ancora e sempre dormire fuori. Di giorno si fa in tempo a scappare ma di notte, se dormi, no.
Ieri notte eravamo in quattordici nel nostro giardinetto, il clima dei Caraibi aiuta. Avevamo tanti ospiti anche perche si preparava l’evacuazione di un gruppo di italiani.
Dopo tanti dubbi mio marito ed io abbiamo deciso di mandare nostro figlio Alessandro in Italia dai nonni, accompagnato da Diane, la moglie in gravidanza del nostro collega Andrea che lavora alla sistemazione di un acquedotto da parte di Avsi con Mlfm.
Abbiamo passato molte ore in aeroporto prima che il C130 dell’aeronautica militare partisse, il caos dell’aeroporto è grande, il personale non tutto operativo, aiuti che arrivano e stazionano, compresa la task force americana che si attendeva come la risoluzione dei problemi.
Ho avuto molto tempo per ripensarci, per capire se stavo facendo la cosa giusta. Penso di sì, che sia giusto per Alessandro andar via da questi orrori, raggiungendo la sua mezza patria. Ma è giusto che respiri una vita che sa di grandi ideali, anche rischiosi, e non di certezze borghesi. Questo ho imparato dai miei genitori, questo desidero per Alessandro. Ma il distacco è stato dolorosissimo.
Ieri abbiamo accolto nei nostri spazi di Martissat tre turni di 300 bambini che i familiari ci lasciavano per 3-4 ore per poter cercare parenti, verificare le case, capire cosa fare. In uno spazio sicuro, a giocare lontano dalla distruzione e dalla morte.
La ricezione degli aiuti e la loro dislocazione è molto difficile: strade ingombre, mezzi rari, caos. Alcune cose sono disponibili nel resto del paese, anche nei dintorni della città, ma la catena logistica ha bisogno di tempo per partire.
Il nostro materiale disponibile a Port au Prince è stato tutto distribuito a 300 persone tra giovedì, venerdì e sabato. Abbiamo ricevuto un primo stock, dall’estero, in modo rocambolesco: fondi italiani, spesi a Madrid, volo della cooperazione spagnola via dominicana e poi via elicottero a Port au Prince. Abbiamo ora i telefoni satellitari.
Un altro carico, con coperte, teli e materassi ha invece dovuto sostare in frontiera. In questo momento apprendo che il carico di materassini e sapone e altri generi di prima necessità ha varcato il confine ed è passato dalle mani del team Avsi di Santo Domingo a quello di Haiti. Era un passaggio difficile, incastrare gli orari. E pensare che fino a pochi giorni fa si faceva squillare il cellulare anche per farsi aprire il cancello.
Le UN si stanno organizzando, la Minustah ( United Nations stabilization mission in Haiti, ndr) sta iniziando a orientarsi. Confido molto in loro, avevano finalmente preso il controllo della situazione dopo anni di fuori controllo. Speriamo si rimettano in sella.
La lotta contro il tempo è sfiancante. Le giornate iniziano prestissimo e finiscono tardi. Anche se la sera non è sicuro stare in giro.
In questi anni abbiamo fatto tanto per il recupero psicologico e umano dei bambini traumatizzati dalla violenza e degli uragani del 2008. Ora siamo tutti in un tunnel buio. Ma sentiamo nel cuore che siamo fatti per la vita. Non soli, ma con l’aiuto di tutti, ce la faremo.
State con noi. Fiammetta."
E' possibile sostenere l'opera di AVSI ad Haiti
Credito Artigiano - Sede Milano Stelline, Corso Magenta 59
IBAN IT 68 Z0351201614000000005000
Sul sito: http://www.avsi.org/ è possibile visionare l'opera di AVSI ad Haiti e scaricare la brochure del progetto di prima emergenza che è stato organizzato.

venerdì 15 gennaio 2010

Crollo muro asilo: il Gruppo Consigliare Pdl-Lega presenterà un esposto alla Procura

Il Gruppo Consigliare "Spaziani Sindaco Pdl-Lega Nord"
presenterà un esposto alla Procura della Repubblica

Il gruppo consigliare "Spaziani Sindaco Pdl-Lega" non ritiene soddisfacenti le dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi dal sindaco Desenzani ed il riscontro del sopralluogo effettuato dopo il crollo del muro che abbiamo potuto visionare. In seguito agli accessi dei nostri consiglieri presso l'ufficio tecnico comunale per la richiesta di documenti relativi alla scuola materna è stata riscontrata la mancanza della documentazione progettuale relativa all'opera che ha causato il crollo del muro. Anche alla luce di queste nuove evidenze il nostro gruppo consigliare ha deciso di presentare un esposto alla Procura della Repubblica al fine di fare luce sul reale stato di sicurezza dell'immobile. L'invito a sottoscrivere l'esposto è stato esteso alle altre forze di opposizione.
La decisione di presentare l'esposto è stata presa all'unanimità dopo un'attenta e lunga analisi della situazione di sicurezza dell'immobile che riteniamo debba essere esaminata in modo approfondito (e non con semplici sopralluoghi) in modo da rassicurare definitivamente i cittadini. Il nostro Gruppo Consigliare non può permettersi di avere sulla coscienza eventuali futuri incidenti per il solo fatto di non aver attivato tutte le misure possibili per verificare lo stato della scuola. Il nostro ruolo di amministratori ci ha imposto questa decisione in quanto la vita dei bambini e del personale deve essere tutelata ed il nostro compito è quello di prendere decisioni concrete per evitare che incidenti come quelli già avvenuti si ripetano, magari con esiti tragici. Vi aggiorneremo sugli sviluppi della vicenda e rimaniamo a disposizione di tutti i cittadini.

Paolo Spaziani- Capogruppo Consigliare della Lista "Spaziani Sindaco" PdL-Lega Nord

mercoledì 13 gennaio 2010

Vi sentite sicuri a Carpenedolo?

Dopo la tentata violenza di lunedì scorso nei confronti di una donna avvenuta a Carpenedolo intorno alle 16.30 non possiamo non chiederci quale sia la situazione del nostro paese in termini di sicurezza. Il 3 ottobre 2008 un pedofilo aveva sequestrato in una macchina 4 bambine dai 5 ai 12 anni, ora, a distanza di soli tre mesi, una tentata violenza sessuale riporta alle cronache Carpenedolo. Da padre e da marito mi chiedo: ciò che è successo ad altri poteva accadere anche a me. Solo ponendoci in quest'ottica possiamo renderci conto della gravità di certi fatti e della situazione di insicurezza in cui versa il nostro paese. Non è accettabile che io debba essere preoccupato se uno dei miei familiari è andato in paese a fare due compere. Che razza di vita è questa? Che paese è diventato Carpenedolo? Avvertenza per tutti i moralisti: non sto facendo differenza tra delinquenti e depravati stranieri ed italiani. Infatti i casi che ho citato riguardano sia soggetti nostrani che extracomunitari. Sto solo ragionando sul nostro modo di vivere la quotidianità che non può e non deve essere condizionato dalla presenza di deliquenti, pedofili, violentatori. Se arriviamo al punto di dover aver paura ad andare in giro a Carpenedolo vuol dire che chi doveva garantire la sicurezza non ha fatto tutto il possibile. Cosa ci faceva un pachistano senza permesso di soggiorno a Carpenedolo? Perchè, anche se non era residente a Carpenedolo, non è stato controllato? Come è possibile che i fatti che ho sopra citato siano avvenuti in centro al paese? E' finito il momento delle semplici dichiarazioni di sdegno e di solidarietà: ora vogliamo risposte concrete a queste domande. Finora il Sindaco, che ha i pieni poteri sulla politica di sicurezza nel nostro paese, non è stato in grado di mettere fine a questa escalation di violenza. Ci auguriamo che, dopo questo ennesimo fatto, si renda conto della gravità della situazione e si muova al più presto.
Paolo Spaziani

martedì 12 gennaio 2010

Desenzani farà come Obama???


Personalmente non sono mai stato un grande estimatore del presidente Obama, ma ho decisamente apprezzato il modo con cui ha gestito il caso del terrorista che è riuscito a salire a bordo di un aereo senza che i controlli rilevassero l’ordigno che aveva con sé.
Obama si è infatti presentato davanti alle telecamere assumendosi la piena responsabilità dell’accaduto e assicurando che nei confronti dei responsabili di questa falla nei controlli verranno presi provvedimenti.
A questo punto il paragone, seppure con le dovute proporzioni, sorge spontaneo: Desenzani avrà lo stesso coraggio e la stessa levatura dimostrata dal presidente Obama? Si assumerà davanti alla cittadinanza la piena responsabilità del crollo del muro dell’asilo? Avrà il coraggio di individuare i responsabili dell’incidente? Finora i segnali sono stati sconfortanti: durante un’intervista a Teletutto il nostro Sindaco non si è assunto alcuna responsabilità infatti ha semplicemente letto un foglio in cui si fornivano rassicurazioni sulla sicurezza dell’asilo. Nessun cenno inoltre agli eventuali provvedimenti che l’amministrazione intenderà prendere nei confronti di coloro che sono da ritenersi responsabili del crollo del muro. Il lieto fine dell’incidente non può essere il motivo per sfuggire alle proprie responsabilità e a quelle altrui. Noi attendiamo (poco) fiduciosi le prossime mosse dell’amministrazione: nel frattempo stiamo lavorando per non lasciare nulla di intentato.

Paolo Spaziani

domenica 10 gennaio 2010

Crollo muro asilo: la foto che smentisce la Giunta Desenzani


Questa foto, di cui siamo entrati in possesso in esclusiva, è stata scattata prima che i dipendenti comunali sistemassero il danno causato dal crollo del muro. Come potete vedere il danno è decisamente più ingente di quello che la Giunta Desenzani vuole far credere. Il Sindaco Desenzani sul Giornale di Brescia ha parlato di un muro "puramente estetico", l'Assessore Tononi di previsioni meteo errate....Resta il fatto che questa foto è inequivocabile: non ci bastano dichiarazioni che tendono a chiudere la questione in modo frettoloso. Chiediamo e pretendiamo chiarezza su ciò che è realmente successo, sul futuro della scuola in termini di sicurezza e su coloro da ritenersi responsabili dell'accaduto. Il nostro Gruppo in queste ore sta valutando quali azioni intraprendere, oltre all'interpellanza già presentata.

Paolo Spaziani- Capogruppo Consigliare Lista Spaziani Sindaco "PdL-Lega Nord"

sabato 9 gennaio 2010

Crollo muro asilo: l'articolo e l'intervento di Spaziani su BresciaOggi


Riportiamo l'articolo e l'intervento del capogruppo Paolo Spaziani sull'edizione odierna di BresciaOggi.
Ha appena compiuto quattordici mesi di vita ma sembra già segnata da preoccupanti «rughe» strutturali. La «neonata» scuola materna di Carpenedolo è stata messa a dura prova dalla nevicata posta natalizia prima e dall’ondata di maltempo a cavallo di Capodanno. E le intemperie hanno mostrato i limiti infrastrutturali dell’edificio di via 4 Novembre.
L’EPISODIO CHE HA MESSO in apprensione i genitori dei piccoli ospiti dell’asilo risale a due settimane fa: sono bastati pochi centimetri di neve per provocare il parziale crollo di un muretto sul quale erano state fissate delle arelle destinate a riparare i bambini dai raggi del sole. L’incidente avvenuto di notte non ha avuto conseguenze per bambini e maestre ma ha provocato un legittimo strascico di preoccupazione nella comunità. Tanto più che il nuovo edificio scolastico inaugurato a fine agosto del 2008, non è nuovo a preoccupanti situazioni di disagio di fronte a condizioni climatiche di media intensità.
«CHIEDIAMO CERTEZZE sulla sicurezza della scuola - hanno fatto sapere un gruppo di mamme all’Amministrazione civica -. Come mai a un minimo alito di vento in questa scuola emergono pericolosi punti di debolezza? Un anno fa, a soli dieci giorni dall’inaugurazione, sono stati sufficienti dieci minuti di un temporale estivo per allagare la scuola rovinando sul controsoffitto e nei saloni». Su quell’episodio, in verità, il Comune ha già fatto piena luce: all’origine dell’allagamento ci sarebbe stata una precipitazione di intensità straordinaria che i canali di scolo non sarebbero stati in grado di smaltire. Anche il crollo del muretto sarebbe stato provocato da una serie di eventi imprevisti e straordinari. «Siamo stati colti di sorpresa dalla nevicata giunta in anticipo rispetto alle previsioni meteo - spiega l’assessore ai Lavori pubblici Guido Tononi -. Avevamo già in animo di togliere quelle arelle. Come sono andati i fatti? Su quel muro interno, un muro che non ha funzioni portanti, puramente estetico, erano attaccati dei tiranti che sorreggevano delle arelle. Il peso dei dieci centimetri di neve caduta ha superato la soglia di resistenza del muretto che è crollato nella parte alta dove erano agganciati i cavi di sostegno della copertura. Tappi a espansione che non reggono lo sforzo a trazione». I muri interni che sorreggono la struttura portante, sono realizzati con altre caratteristiche. «Le famiglie possono stare tranquille - prosegue Tononi -: il muro è già stato ripristinato e sono state fatte le necessarie verifiche dall’ingegner Cesare Guerrini, progettista dell’immobile e capo ufficio tecnico comunale. Una serie di test che confermo, non hanno evidenziato alcun problema per la struttura. Ripeto famiglie e maestre possono stare tranquilli».
Il confortante esito dei sopralluoghi comunali non basta per le opposizioni ad archiviare il caso delle materne. Per bocca del capogruppo consiliare Paolo Spaziani, Pdl e Lega Nord chiedono che il sindaco Gianni Desenzani riferisca al più presto sulla situazione sicurezza dell’edificio scolastico di via 4 Novembre. «LA GIUNTA NON PUÒ liquidare la vicenda con rassicurazioni di circostanza - afferma Spaziani -: il cedimento del muro nell’asilo è un episodio che per dinamica e consistenza non può e non deve essere sottovalutato. Il crollo parziale - sottolinea l’esponente di minoranza - ha interessato un consistente volume di mattoni ed altro materiale che si sono riversati nella parte esterna della materna proprio nella zona adibita ai giochi per i bambini». Spaziani sottolinea un’altra circostanza. «Sotto la parete crollata, è collocata una panchina. Se il muro avesse ceduto in presenza dei bambini e del personale le conseguenze avrebbero potuto essere tragiche». Tanto più fanno notare le opposizioni che nella stessa scuola ci sono precedenti preoccupanti. «Pochi giorni dopo l’inaugurazione - ricorda Spaziani -, un temporale aveva scoperchiato una parte del tetto con conseguente allagamento degli spazi interni tra il panico dei bambini e del personale. Non è tollerabile che una struttura nuova, costata oltre due milioni di euro, sia oggetto di cedimenti strutturali che mettono a repentaglio la sicurezza senza che nessuno si assuma le responsabilità di quanto accaduto». La sicurezza strutturale della materna è al centro dell’interpellanza presentata proprio ieri da Pdl-Lega Nord. «Chiediamo - afferma Spaziani - che il sindaco riferisca sull’accaduto nella prossima seduta del Consiglio comunale. Stiamo inoltre valutando quali azioni intraprendere per verificare eventuali responsabilità giudiziarie dell’incidente». Per le minoranze è necessario verificare se la struttura non nasconda altri problemi strutturali. «Non possiamo rischiare la vita dei bambini e del personale. Sarà inoltre nostra premura verificare che i costi per riparare i danni del crollo siano sostenuti dall’impresa incaricata dei lavori e non ricadano sui cittadini».
(di Enzo Trigiani- da BresciaOggi del 9/01/2010)

giovedì 7 gennaio 2010

Crollo muro asilo IV Novembre: comunicato del Gruppo Consigliare Spaziani Sindaco


Crollo muro asilo via IV Novembre:
la sicurezza prima di tutto!!


Il Gruppo Consigliare della lista “Spaziani Sindaco PdL-Lega Nord” chiede chiarimenti all’amministrazione Desenzani circa il cedimento di un muro dell’asilo di via IV Novembre. Il crollo, dovuto alla rottura di alcuni tiranti orizzontali, ha interessato un consistente volume di mattoni ed altro materiale che si sono riversati nella parte esterna dell’asilo proprio nella zona adibita ai giochi per i bambini. Siamo in possesso di documentazione fotografica che dimostra come nel punto preciso in cui è avvenuto il crollo è collocata una panchina: se il muro avesse ceduto in presenza dei bambini e del personale le conseguenze avrebbero potuto essere tragiche. L’asilo di IV Novembre non è nuovo a vicende simili: il 12 settembre 2008, pochi giorni dopo l’inaugurazione, un temporale aveva causato lo scoperchiamento di una parte del tetto con conseguente allagamento degli spazi interni tra il panico dei bambini e del personale. Non è tollerabile che una struttura nuova, costata oltre due milioni di euro, sia oggetto di cedimenti strutturali che mettano a repentaglio la sicurezza e che nessuno si assuma le responsabilità di quanto accaduto. Il nostro Gruppo Consigliare presenterà un’interpellanza affinché il Sindaco Desenzani e l’Assessore Tononi riferiscano nel prossimo Consiglio Comunale su quanto accaduto e sta inoltre valutando quali azioni intraprendere presso le autorità competenti al fine di appurare le responsabilità dell’incidente e verificare se la struttura di via IV Novembre non nasconda ulteriori falle strutturali che non possiamo permettere possano essere pagate in futuro con la vita dei bambini e del personale dell’asilo. Sarà inoltre nostra premura verificare che i costi derivanti da questo ennesimo incidente vengano sostenuti da coloro che hanno fatto un cattivo lavoro e non dai cittadini del nostro paese.

Paolo Spaziani
Capogruppo Consigliare della Lista Spaziani Sindaco PdL-Lega Nord

martedì 5 gennaio 2010

A Carpenedolo mancano i soldi o le idee?

Leggendo la stampa locale (Giornale di Brescia, Bresciaoggi) e navigando sul web è possibile conoscere da vicino le realtà di alcuni paesi bresciani ed emergono delle evidenze interessanti. Un paese come Dello, ad esempio, ha approvato un piano di diritto allo studio che prevede un importamento incremento degli stanziamenti rispetto all'anno precedente. Sul sito web del comune di Chiari, per fare un altro esempio, è possibile segnalare all'ufficio competente eventuali necessità di intervento sulle strade, sull'illuminazione pubblica, ecc.
Sono solo alcuni esempi di amministrazioni locali "pensanti", cioè capaci di produrre buone idee anche in un situazione economica non florida...perchè i vincoli del patto di stabilità non valgono solo per Carpenedolo, ma per tutti e quindi non si capisce perchè altri paesi riescano comunque ad intraprendere iniziative importanti, mentre Carpenedolo deve rimanere al palo bloccato da una mediocrità gestionale che non ci possiamo permettere.
Dello produce un diritto allo studio migliore dello scorso anno, Carpenedolo invece taglia gli stanziamenti. Chiari ha un sito web dettagliato, quello di Carpenedolo non è certo il massimo in termini di frubilità.
Cari lettori, basta una veloce navigazione sul web per rendersi conto del divario in termini di idee ed intraprendenza tra alcuni paesi bresciani e Carpenedolo. Non parlo di paesi del Lago di Garda che possono contare su entrate rilevanti anche grazie al turismo, ma non di un paese come Dello che di certo non rappresenta una ricca metropoli. L'amministrazione Desenzani ha deciso di riproporre pedissequamente sempre le stesse cose senza uno spunto di innovazione. L'eccellenza ha dovuto lasciare il passo alla mediocrità diffusa, basti pensare al modo stanco e superficiale con cui la maggioranza ha accolto le nostre proposte in consiglio relative agli interventi nel sociale.
Ci auguriamo che il 2010 sia un anno in cui non si tiri a campare ma si cerchi di innovare, partendo anche da piccole ma importanti cose.
Paolo Spaziani

domenica 3 gennaio 2010

L'odio verso Berlusconi continua. Da Bruxelles a Brescia

In questi ultimi giorni abbiamo deciso di stare alla finestra per capire se l'ossessione per Berlusconi avesse avuto un qualche segno di cedimento, ma purtroppo dobbiamo constatare che la situazione è rimasta immutata se non addirittura è peggiorata. Nelle ultime ore l'ex pm De Magistris, eurodeputato dell'IdV, ha concesso a Berlusconi la possibilità di lasciare l'Italia senza conseguenze. A Brescia, all'incrocio tra il cavalcavia Kolbe e via Duca D'Aosta,è apparsa un scritta di ingenti dimensioni "Grazie Tartaglia". Le parole di De Magistris sono di una gravità enorme: di che conseguenza parla l'ex pm? di conseguenze fisiche? di ripercussioni giudiziarie? La conseguenza vera di certe affermazioni è la scritta apparsa a Brescia, un gesto che trova infatti legittimazione nel becero comportamento di De Magistris che, pensate, fino a pochi mesi era un magistrato...

Ma non voglio dilungarmi troppo e pubblico l'articolo apparso sul Foglio del 22 Dicembre scorso.

" Siamo tutti Tartaglia, che poi sarebbe come dire: siamo tutti un po’ coglioni. Dove folla s’attruppa, pubblico s’accomoda e massa s’accaserma, lì prende forma e casa l’Imbecille Collettivo – tanto reale quanto virtuale, in curva e nello studio televisivo, in piazza oppure in corteo. Come già mesì fa il Foglio dimostrò, con una temeraria inchiesta di Marianna Rizzini, il tasso cerebrale abituale di ciò che si fa pubblico e calca è simile a quello di un calabrone – e complessivamente persino meno utile del pur invasivo vespide. La buona idea (purtroppo irrealizzabile, come quasi sempre succede con le buone idee) di mettere una mordacchia all’Imbecille Collettivo Telematico, pare già storia passata. Nell'ultima domenica di campionato si è assistito invece all’emergere, nelle curve di certi stadi, alla ola dell’Imbecille Collettivo Pallonaro, inteso non nel senso del tifoso, ma più precisamente di idiota tifoso. Non della squadra di calcio, piuttosto del lanciatore di souvenir. Così a Cosenza è apparso lo striscione “Siamo tutti Tartaglia”, mentre a Livorno lo stesso è stato lungamente esaltato con appositi cori (che avranno mai composto, i cantori livornesi: siamo tutti Tartaglia/ che la mira non sbaglia?). Se il diavolo è nei particolari, l’imbecille è nell’ammasso. E’ lì che il cretino trova riparo, l’ignorante comprensione e lo sciocco considerazione – il nostro bellissimo pubblico!, appunto. Ed è sempre lì, soprattutto, che il vile trova rifugio. Il diretto interessato mostra segni di ripensamento, e addirittura di sorprendente saggezza (“d’ora in poi voglio vivere senza guardare la televisione”), ma forse ormai è troppo tardi: se uno diventa icona nelle mani dei citrulli, non ha più scampo né onore. Un niente e ci si ritrova come un Che qualsiasi: un rivoluzionario bollito caraibico mutato in piaga mediatica mondiale. Pensate cosa potrebbero mai fare con un indigeno lanciatore di souvenir. E’ l’era dell’Imbecille Collettivo, senza remore e senza responsabilità. Al peggio, domani tornerà a mutarsi nel Democratico Collettivo".