giovedì 30 dicembre 2010
Consigliato a Danilo Ravarini
giovedì 23 dicembre 2010
Lettera dei desideri a Babbo Natale
"Caro Babbo Natale,
quest’anno sotto l’albero vorremmo trovare un paese diverso. Non pretendiamo che Carpenedolo si trasformi in New York con tanto di lustrini e luci colorate, ci piacerebbe vederlo solo più bello, più curato, più accogliente. Vorremmo una Fossa Magna pulita, i parchi con l’erba tagliata regolarmente, le strade senza troppe buche e i lampioni che funzionano. Visto che il Sindaco del mio paese continua a ripetere tutti i giorni e a tutte le ore che non ci sono i soldi allora ci rivolgiamo a te, caro Babbo Natale, sperando che almeno tu ci ascolti. Ma un regalo desideriamo più di tutti, caro Babbo:
Nel consiglio comunale del 30 settembre scorso la sinistra carpenedolese, rappresentata dalla maggioranza e dal consigliere di minoranza della Lista “Cambiare Carpenedolo”, ha riservato al nostro gruppo un violento attacco per il semplice fatto di aver presentato una mozione (votata da Pdl, Lega, Carpenedolo al Centro e da un consigliere di maggioranza) che ribadiva il sostegno alla Scuola Materna Maria Immacolata, che, secondo il Vice Sindaco Tafelli e il consigliere Bresciani, dovrebbe rendersi disponibile ad accogliere un congruo numero di stranieri per sopperire alle difficoltà delle altre scuole materne presenti sul territorio. In merito a questa vicenda,
martedì 21 dicembre 2010
La Moroni anti Vaticano fa tremare Casini e Rutelli
La vicepresidente del gruppo Fli alla Camera propone l’istituzione di una consulta «che si occupi all’interno del Pdn di temi etici, vale a dire: matrimoni tra gay, legge fine vita, adozioni per i single, fecondazione assistita». Per la Moroni, insomma, le leggi in materia etica «non possono essere dettate da un soggetto esterno alla politica», cioè la Chiesa. Né vale la «disciplina di partito», ma deve essere lasciata «libertà di coscienza». Se così non sarà, la Moroni sosterrà «azioni o iniziative promosse da altri su questi temi». È una vera sfida e Luca Volontè dell’Udc le risponde duramente. Ricorda che il Pdn si ispira al popolarismo europeo. «Chiara Moroni rincorre Pannella e spara fuoco amico sul Polo della Nazione? Nel Ppe i valori cristiani, la dignità della persona (dal concepimento alla morte naturale), famiglia, libertà sociale, economia sociale di mercato sono imprescindibili». Posizioni che sembrano inconciliabili. È un terreno minato quello dei temi «eticamente sensibili», con i cattolici di ferro come Casini e la Binetti da una parte e gli esponenti laici del centrodestra come Fini e la Moroni dall’altra. Già in passato il presidente della Camera ha giudicato troppo restrittive le norme sulla fecondazione eterologa, schierandosi con il fronte referendario (radicali, forze di sinistra e laiche) e ha frenato sul testamento biologico, definito «da Stato etico».
Il Pdl sa che questo sarà uno dei primi banchi di prova per il Pdn. E il capogruppo Maurizio Gasparri ha annunciato che alla Camera si aprirà presto il dibattito su eutanasia e testamento biologico. Sono passate poche ore e già le difficoltà interne al polo centrista esplodono nelle dichiarazioni della Moroni. Già pronta alla battaglia perché nel Pdn «si promuova una libera discussione sui temi etici e i diritti civili, matrimoni gay», nel rispetto democratico delle posizioni di tutti e lasciando libertà di opinione. Per Carlo Giovanardi questa è la prova evidente che il Terzo Polo è «un grande equivoco destinato a un misero fallimento ». Le posizioni «libertarie e laiciste» della Moroni, sottolinea il sottosegretario alla Presidenza, su legge 40, testamento biologico e altri temi bioetici sono «totalmente estranee» alla linea del governo.
lunedì 20 dicembre 2010
E' in arrivo nelle vostre case PdL Carpenedolo News
giovedì 16 dicembre 2010
Dal tentato ribaltone alla nascita del centrino
martedì 14 dicembre 2010
Rutelli, Fini e Di Pietro: chi è causa del suo mal pianga se stesso
Comunque vada a finire
mercoledì 8 dicembre 2010
Senza firme e soldi Fini si rimangia il ribaltone
domenica 5 dicembre 2010
Salviamo l'Italia dalla follia sfascista
venerdì 3 dicembre 2010
Oltre i personalismi politici
Sedici anni fa Silvio Berlusconi ha regalato alla politica italiana alcune innovazioni che hanno prodotto per molti versi una “storia nuova”: in primo luogo ha reso possibile il mettersi insieme di chi sembrava non potesse stare insieme, penso ad Umberto Bossi e Gianfranco Fini, ponendo fine al perverso gioco d potere del cosiddetto "arco costituzionale". Non solo: con Forza Italia è riuscito a costruire una piattaforma in cui si è potuta verificare la compresenza delle anime più diverse che fino al ‘94 hanno cavalcato lo scenario politico italiano. Ex democristiani, socialisti, liberali e repubblicani, ed anche un filone di persone che fino a quel momento erano avevano vissuto al di fuori della partecipazione della cosa pubblica.Purtroppo questa “storia nuova” ha avuto come effetto collaterale di produrre anche una vera e propria “corte”. Nessuna delle componenti che ho prima citato è esclusa da questa corte, tutti ne hanno fatto parte a vario titolo: anche Fini e Casini. Quando il cammino è stato percorso orientandosi ad un approccio non ideologico c´e´ stata “storia nuova”: dal 5 per 1000 alla riforme nel settore del welfare, al tentativo di arginare il peso della criminalità in alcune aree del paese. Servire un bisogno che c´è, appunto.Quando, purtroppo, la logica che si è affermata è stata viziata da un malinteso senso di una politica del "fare" disancorata da contenuti e visioni ideali condivise con pezzi ed esperienze della società reale, ci si è ripiegati su se stessi determinando improvvide divisioni.In questo senso il grande rischio a cui tutto il centrodestra espone il paese è che presentandosi diviso ad un´eventuale tornata elettorale, finirà col favorire il teorema vendoliano, vale a dire l’ipotesi di una sinistra modello “fronte popolare” che, semplicemente ricompattandosi, o meglio, motivando il proprio elettorato più radicale, e tenendo in scacco un Partito Democratico oramai incapace di generare proposte di natura riformista, potrà assicurarsi, con la legge elettorale vigente, il governo del paese.
(di Mario Mauro- Capogruppo Pdl al Parlamento Europeo)

