giovedì 26 maggio 2011

Quando la toppa è peggio del buco

Vi ricordate quando da piccoli la mamma ci beccava proprio mentre eravamo intenti a combinare una delle nostre marachelle? Vi ricordate anche in che modo tentavamo di giustificarci? Una difesa imbarazzante che sfociava (quasi) sempre in un sorriso. Lo stesso sorriso lo abbiamo avuto ieri quando abbiamo letto la lettera di Paolo Danieli in cui, dopo aver snocciolato il suo pedigree di persona perbene, sostiene che il testo della lettera è suo. E ciò è in netta contraddizione con quando sostenuto dall'autore del sito (che non è Danieli) in cui è pubblicato il tema svolto. Nell'introduzione ai temi svolti è scritto questo: "Destinatari di questa pagina sono quegli studenti momentaneamente a corto di idee nello svolgimento di un tema. A loro offro qualche spunto, più che un prodotto confezionato e bell'e pronto all'uso. Quando ero studente me la cavavo abbastanza bene negli scritti di italiano, per cui metto a disposizione degli altri questa mia "abilità" presunta. A loro rischio e pericolo, s'intende." I temi svolti sono numerosi e quelli con autore diverso dal responsabile del sito sono espressamente indicati con il nome dell'autore e con una evidenziatura in giallo. Sul tema "incriminato" non compare in alcuno modo il nome di Danieli.

Basta perdere un minuto per capire di chi sia la primogenitura di quel testo che è pubblicato in un sito che, a ieri, registrava oltre quattro milioni di pagine viste!! In calce al testo in questione, pubblicato sul sito dal 2009, vi è una nutrita bibliografia che evidenzia come quel tema sia stato elaborato con l'ausilio dei testi indicati. Come diceva Alexis Carrel, premio Nobel per la Medicina," molto ragionamento e poca osservazione conducono all'errore, molta osservazione e poco ragionamento conducono alla verità". Non servono centomila ragionamenti su poeti estinti e altre cose, per carità, degne di rispetto. Ma i fatti sono altra cosa dalle interpretazioni, perchè i fatti hanno il bello che sono lì da vedere. Inutile tirare in ballo "metodi Boffo" e elezioni amministrative milanesi per spiegare un fatto evidente come il sole. Spiace constatare come a qualcuno sia concesso di poter dire tutto di tutti, mentre quando siamo noi a parlare ci si accusa di essere alimentatori di chissà quale campagna di odio. Più che di "metodo Boffo" dovremmo parlare di "metodo Repubblica" o di "metodo Di Pietro", ma questo non si può dire....Il paese si aspetta risposte concrete per problemi altrettanto concreti per questo torniamo a lavorare su cose più importanti. Ovviamente, se avremo novità, non mancheremo di aggiornarvi!


PDL Carpenedolo

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