
La puntata di Ballarò di ieri sera, martedì 31 maggio, è servita a fare chiarezza sul centrosinistra: nelle ultime 48 ore, infatti, il processo al centrodestra ha fatto passare in second'ordine le spaccature presenti all'interno del centrosinistra. È come se la vittoria di de Magistris-Pisapia avesse fatto chiudere gli occhi agli osservatori e agli elettori. Roberto Formigoni li ha aperti ai telespettatori di Rai Tre, ospite di Giovanni Floris: «Enrico Letta – ha detto – chiede che Berlusconi se ne vada il prima possibile. Puta caso che Berlusconi si dimettesse e si andasse alle elezioni, chi sarebbe il vostro leader: Bersani, Vendola, Di Pietro o Casini? Non siete in grado di mettervi d’accordo, non siete un’alternativa. Voi avete quattro leader, noi invece siamo una coalizione e continuiamo a governare».
IL PDL RESTA IL PRIMO PARTITO
Formigoni parla a Rai Tre davanti a Enrico Letta e Antonio Di Pietro: «Il primo partito – puntualizza – rimane il Pdl, il cui leader è Silvio Berlusconi. Prima di celebrare i funerali al primo partito e al suo leader, aspetterei».
IL PDL RESTA IL PRIMO PARTITO
Formigoni parla a Rai Tre davanti a Enrico Letta e Antonio Di Pietro: «Il primo partito – puntualizza – rimane il Pdl, il cui leader è Silvio Berlusconi. Prima di celebrare i funerali al primo partito e al suo leader, aspetterei».
A NAPOLI E MILANO NON HA VINTO IL PD
Il governatore mette il dito nelle contraddizioni del centrosinistra e, in particolare, del Pd. «Il Pd ha portato a casa due sindaci, a Torino e a Bologna, ma nelle città più grandi e più importanti in cui si votava, cioè a Napoli e Milano, non hanno vinto i candidati del Pd». A Napoli, infatti, ha trionfato il candidato dell’Idv mentre quello del Pd è stato eliminato al primo turno: «A Milano – sottolinea ancora Formigoni – il candidato del Pd è addirittura stato eliminato alle primarie, perché Stefano Boeri è stato buttato fuori. Cominciamo a parlare di un centrosinistra che sta cercando di tenere disperatamente insieme da una parte Casini e l’Udc e, dall’altro, vede crescere, alla sua sinistra, due alleati molto robusti e molto riottosi come Di Pietro e Vendola».
Il governatore mette il dito nelle contraddizioni del centrosinistra e, in particolare, del Pd. «Il Pd ha portato a casa due sindaci, a Torino e a Bologna, ma nelle città più grandi e più importanti in cui si votava, cioè a Napoli e Milano, non hanno vinto i candidati del Pd». A Napoli, infatti, ha trionfato il candidato dell’Idv mentre quello del Pd è stato eliminato al primo turno: «A Milano – sottolinea ancora Formigoni – il candidato del Pd è addirittura stato eliminato alle primarie, perché Stefano Boeri è stato buttato fuori. Cominciamo a parlare di un centrosinistra che sta cercando di tenere disperatamente insieme da una parte Casini e l’Udc e, dall’altro, vede crescere, alla sua sinistra, due alleati molto robusti e molto riottosi come Di Pietro e Vendola».
DE MAGISTRIS SINDACO DIVERSO DAL PM?
In collegamento, da Napoli, l’ex pm de Magistris discute con Formigoni: «Auguro ai cittadini napoletani che de Magistris – afferma il presidente della Regione Lombardia – non ripeta, da sindaco, i gravissimi errori che ha fatto da pubblico ministero. Le sue inchieste si sono dimostrate, nella grande maggioranza dei casi, inconsistenti. Con il processo “Why not” ha detenuto sotto accusa presidenti del Consiglio, ministri e cittadini e poi, quando questo caso è capitato nelle mani dei giudici, gli hanno detto “vai a casa perché le tue accuse sono completamente infondate”. Auguro ai cittadini di Napoli che de Magistris abbia esaurito i suoi errori quando ha fatto il pubblico ministero».
In collegamento, da Napoli, l’ex pm de Magistris discute con Formigoni: «Auguro ai cittadini napoletani che de Magistris – afferma il presidente della Regione Lombardia – non ripeta, da sindaco, i gravissimi errori che ha fatto da pubblico ministero. Le sue inchieste si sono dimostrate, nella grande maggioranza dei casi, inconsistenti. Con il processo “Why not” ha detenuto sotto accusa presidenti del Consiglio, ministri e cittadini e poi, quando questo caso è capitato nelle mani dei giudici, gli hanno detto “vai a casa perché le tue accuse sono completamente infondate”. Auguro ai cittadini di Napoli che de Magistris abbia esaurito i suoi errori quando ha fatto il pubblico ministero».
DOPO BERLUSCONI LE PRIMARIE
E in casa del centrodestra e del Pdl cosa succede? «Non era in discussione il Governo, quindi non credo che sia giustificata la richiesta di dimissioni di Berlusconi, ma commetteremmo un grave errore se sottovalutassimo il segnale arrivato. Le riforme promesse da tempo ora bisogna farle. Guai a noi se non raccogliessimo il segnale, ma non c'è pericolo perché siamo tutti consapevoli che bisogna cambiare». Una cosa è certa – dice Formigoni in vista dell’ufficio di presidenza del Pdl in programma oggi a Roma alle ore 18 a Palazzo Grazioli –, «il dopo-Berlusconi lo decidiamo insieme: ovviamente Berlusconi è il presidente del partito, il leader, il fondatore. Sarebbe stupido, da parte di chiunque, dire che il parere di Berlusconi non conta. Conta e conta molto, ma non è più vero che è l'unico a contare. Siamo diventati un partito nel quale si decide, si discute». Poi, lancia la sfida al centrosinistra: «Siamo pronti a fare una sorpresa nel 2013».
E in casa del centrodestra e del Pdl cosa succede? «Non era in discussione il Governo, quindi non credo che sia giustificata la richiesta di dimissioni di Berlusconi, ma commetteremmo un grave errore se sottovalutassimo il segnale arrivato. Le riforme promesse da tempo ora bisogna farle. Guai a noi se non raccogliessimo il segnale, ma non c'è pericolo perché siamo tutti consapevoli che bisogna cambiare». Una cosa è certa – dice Formigoni in vista dell’ufficio di presidenza del Pdl in programma oggi a Roma alle ore 18 a Palazzo Grazioli –, «il dopo-Berlusconi lo decidiamo insieme: ovviamente Berlusconi è il presidente del partito, il leader, il fondatore. Sarebbe stupido, da parte di chiunque, dire che il parere di Berlusconi non conta. Conta e conta molto, ma non è più vero che è l'unico a contare. Siamo diventati un partito nel quale si decide, si discute». Poi, lancia la sfida al centrosinistra: «Siamo pronti a fare una sorpresa nel 2013».
(tratto dal sito www.formigoni.it)


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