lunedì 5 marzo 2012
Scuola Materna Maria Immacolata: la lettera al Megafono del consigliere Carleschi
Gentile direttore,
con questa lettera desidero esprimere pubblicamente la mia modesta opinione riguardo la Scuola Maria Immacolata, in quanto, esaminando la questione oggettivamente e senza pregiudizi, non mi capacito del perché ogni anno qualcuno insista nel voler fare notizia con le iscrizioni alla Scuola dell’Infanzia Maria Immacolata.
La Scuola Maria Immacolata è paritaria ed ha diritto per legge ad un contributo da parte dell’Amministrazione Comunale. Perché discutere dunque del contributo?
La Scuola Maria Immacolata è evidentemente un ente educativo con principi cattolici. Sappiamo tutti benissimo che la maggioranza degli stranieri residenti a Carpenedolo e con figli in età scolare non è cattolico. Per quale motivo un non cattolico dovrebbe voler iscrivere il proprio figlio in una scuola, che fonda il proprio insegnamento sui principi cattolici? È più ragionevole che lo iscriva alla scuola statale, dove è previsto l’esonero dall’ IRC (insegnamento della religione cattolica), scelta peraltro effettuata da tutti quegli alunni che non sono di confessione cattolica e che per questo scelgono la scuola pubblica laica. Non andremmo forse a ledere la loro libertà se imponessimo loro di iscriversi alla scuola cattolica? Non gli faremmo forse sentire maggiormente il peso dell’essere stranieri e per questo della necessità di essere, concedetemi il termine, “spalmati” su tutte le scuole? I pochi stranieri cattolici, che vogliono far frequentare ai propri figli la Scuola Maria Immacolata sono liberi di farlo. Perché discutere dunque degli stranieri nella Maria Immacolata?
La Scuola Maria Immacolata è paritaria, ma privata. Come tutti gli enti o associazioni ha un proprio statuto ed un proprio regolamento. Se tale ente ritiene che le modalità attuali di iscrizione siano le più trasparenti ed eque, per quale motivo dovrebbe modificarle? Qualcuno dall’esterno ha il diritto di chiederne la modifica? Si possono fare quattro chiacchiere sulla questione, ma non esiste alcun diritto ad obbligare la scuola a fare delle modifiche. Perché discuterne dunque?
Se un genitore desidera tanto fortemente l’accesso del proprio figlio nella scuola cattolica, tanto da sacrificare giorni e notti, che diritto ho io di criticarlo? Fa forse del male a qualcuno? La libertà dell’individuo arriva fin dove il suo comportamento non è lesivo della libertà altrui. Il genitore, il nonno, lo zio, lì fermo in fila, lede qualcuno? Tanto di cappello a chi mostra tanta tenacia e, pur di raggiungere il proprio obiettivo, è disposto a sacrificarsi.
E infine, diciamolo chiaro: l’Amministrazione Comunale, per creare i 39 posti scuola statali, offerti oggi dalla Maria Immacolata, dovrebbe accollarsi una spesa ben superiore al contributo che, PER LEGGE, deve alla scuola paritaria. Non vedo neppure il danno fatto ai cittadini carpenedolesi, anzi…..
Allora, di cosa stiamo parlando? La questione della Scuola Maria Immacolata mi sembra proprio lo sterile tentativo di creare una polemica, il modo per riempire la prima pagina di un giornale locale.
Lasciamo che i bambini frequentino la scuola scelta dai loro genitori e lasciamo che gli insegnanti svolgano con tranquillità il loro lavoro, ognuno coerentemente ai principi della scuola in cui opera, per il bene degli adulti del domani.
Grazie per l’opportunità che mi è stata data, cordialmente
Elena Carleschi
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