mercoledì 25 novembre 2009

Sabato 28 Novembre 2009: Colletta Alimentare all'Italmark e Penny Market

Sabato 28 novembre 2009 è la XIII Giornata Nazionale della Colletta Alimentare: nei supermercati aderenti di tutta Italia sarà possibile fare una spesa da donare ai bisognosi consegnandola ai quasi 110.000 volontari presenti nei supermercati. A Carpenedolo saremo dalle 9.00 alle 20.00 all'Italmark e al Penny Market. Ecco le 'dieci righe' della Colletta 2009: "La confusione e lo smarrimento, in questo tempo di crisi, sembrano diventati lo stato d'animo più diffuso tra la gente. Imbattersi, però, in volti lieti e grati, per la sorpresa di essere voluti bene, scatena un desiderio e un interesse che trascinano fuori dal cinismo e dalla disperazione. Per questo anche quest'anno proponiamo di partecipare alla Giornata Nazionale della Colletta Alimentare, perché anche un solo gesto di carità cristiana, come condividere la spesa con i più poveri, introduce nella società un soggetto nuovo, capace di vera solidarietà e condivisione del destino dei nostri fratelli uomini".
Colletta Alimentare: UNA PICCOLA SPESA, UN GRANDE GESTO! Ti aspettiamo.

lunedì 23 novembre 2009

Martedì 24/11 ore 20.30 Consiglio Comunale


Al seguente link:
potete scaricare l'ordine del giorno del Consiglio Comunale di domani sera. Il nostro Gruppo ha presentato due interpellanze e interverrà con alcune osservazioni negli altri punti all'ordine del giorno.
Attraverso la partecipazione alle sedute del Consiglio Comunale i cittadini possono conoscere più da vicino il nostro paese e valutare l'attività amministrativa della maggioranza e dell'opposizione. Per questo vi invitiamo a partecipare.

Paolo Spaziani

domenica 22 novembre 2009

Gazebo PdL Carpenedolo: quei grazie che ripagano di ogni sforzo

Ieri mattina il Pdl Carpenedolo ha allestito un gazebo in Piazza Europa per raccogliere firme contro la sentenza della Corte Ue che ha sancito di togliere il crocifisso dai luoghi pubblici e per dare il via al tesseramento al Popolo della Libertà.
Con nostra grande sorpresa abbiamo potuto constatare l'interesse delle persone intorno alla questione del crocifisso: abbiamo infatti raccolto un numero considerevole di firme di cittadini che non hanno esitato a ringraziarci per l'iniziativa. Anche stamattina alcune persone hanno espresso gratitudine e ci hanno spronato affinchè, anche a livello politico, il PdL continui su questa strada del rinnovamento e della presenza tra la gente.
Non era facile, dopo le elezioni amministrative, mantenere l'entusiasmo che era nato in molti di coloro che hanno partecipato alla campagna elettorale. Ora posso confermare che il progetto del centrodestra del futuro, che avevo auspicato nel post-elezioni, si sta concretizzando giorno dopo giorno grazie all'impegno di coloro che lavorano in consiglio, nelle commissioni e nel partito. Ci aspetta ancora tanto lavoro, ma sono certo che saremo in grado di affrontare ogni sfida grazie all'amicizia che sta crescendo tra tutti noi. A proposito: il progetto è aperto a tutti, per questo invitiamo coloro che vogliono contribuire alla crescita del PdL Carpenedolo a scriverci all'indirizzo: cdlcarpenedolo@email.it. Vi ricontatteremo per maggiori informazioni.
Un ringraziamento particolare agli amici Maurizio Zonta e Matteo Morbini che ieri mattina si sono prodigati senza sosta per la buona riuscita dell'iniziativa. Il tesseramento al partito, che sta dando ottimi risultati, prosegue!
Paolo Spaziani

L'università che odia i ragazzi di CL

La sinistra che odia CL, ormai è un must che si ripete dal '68. Questo articolo spiega la vera radice degli atteggiamenti e le prese di posizione ostili della sinistra contro il Movimento di CL. Solidarietà agli amici che, per aver denunciato un furto, sono stati picchiati e minacciati.
In questi giorni a Milano si stanno palesando due Italie, anzi tre. La prima Italia è quella di alcuni studenti (di Comunione e Liberazione) dell’Università Statale di Milano. Raccontiamo cosa fanno. Lo fanno da tanti anni, dagli anni ’70. Invece di bruciare ciò che non gli va, costruiscono qualcosa. Studiano, sostengono i loro compagni di studi, aprono cooperative librarie, trovano appartamenti per i fuori sede, sono molto uniti, fanno anche politica, il tutto in nome di un ideale cristiano molto concreto. Lo dicono, ma si vede anche. Questo cattura fiducia, e anche molti risentimenti, c'est la vie. Fanno anche un’altra cosa: le prendono. Nel senso che sin da quarant’anni fa il metodo insegnato da don Giussani (essere presenti, essere se stessi, condividere i bisogni del prossimo) fa girare le scatole ai compagni, che menano. Spranghe eccetera.
C’è stato qualche anno di tregua. Ma ora l’odio è ritornato, un odio tronfio, da picchiatori matricolati. Questa Italia numero 1 ha il sostegno del popolo che lavora, delle famiglie che fanno fatica a mandare i loro ragazzi a studiare, magari senza neanche troppe prospettive. Questi ragazzi somigliano a quelli che aprono le piccole fabbriche artigiane al mattino presto, e cercano di inventare le strade di un certo benessere e di una vita buona. Drammatica come è drammatica la vita, ma buona. Con il desiderio di essere utili.
Passiamo alla seconda Italia. Questa Italia è quella degli sfaccendati, e siccome l’ozio è il padre dei vizi, loro li hanno tutti, in primis l’invidia, l’ira e l’accidia. Ma anche l’avarizia: gli altri lavorano, loro insaccocciano. In questo caso si dicono anarchici (figuriamoci) di un collettivo che si chiama «La ringhiera». Costoro giorni fa hanno praticato un esproprio proletario, il più cretino di tutti, perché non ha avuto per vittime le multinazionali del commercio, ma i loro colleghi che però hanno il difetto di alzarsi prima dell’alba e tirare su le saracinesche. Giovani che hanno il torto di darsi da fare e di non ringhiare. Tutto ciò è insopportabile per questi pirati urbani, i quali sono entrati nella cartolibreria chiamata Cusl (Cooperativa universitaria studio e lavoro), si sono fatti 800 fotocopie, e hanno preteso di pagare come a Chicago: con i cazzotti, sbraitando alla Al Capone. Erano convinti di farla franca. Sicuri di esercitare il potere della paura. Invece i ragazzi di Cielle hanno fatto quello che i cittadini debbono: denuncia. Nessuna omertà. La polizia ha verbalizzato, compresi i nomi dei denuncianti; e sono seguiti gli arresti, presto peraltro seguiti da scarcerazioni. Se rapini qualcuno, càpita persino in Italia di finire in galera.Risultato: i cinque coraggiosi che hanno spezzato la catena di soprusi, peraltro tollerati dalle autorità accademiche, si sono ritrovati loro a essere trattati da banditi, circondati da manifesti e lenzuoli da Far West, con scritte tipo: wanted vivo o morto. Una vera taglia su di loro, considerati infami da estirpare dalla vita civile. Come se l’Università fosse Corleone sono apparsi striscioni dove quei ragazzi venivano indicati come gente che «nuoce gravemente alla libertà». Certo: alla libertà di rubare, alla libertà di essere violenti, e alla libertà di essere impuniti.
Da giorni, senza darla vinta alle intimidazioni dei guappi, i ciellini riaprono la cartolibreria. Dura poco: arrivano gli assaltatori, e la polizia fa chiudere per prudenza. I ragazzi di Cielle sono abituati a questo stato di cose. Hanno sempre resistito, non reagiscono con le stesse armi della teppa politica. Nei decenni dopo il ’68 è stata la loro presenza costruttiva, tenace, senza nessun giornale tranne il Giornale che li sostenesse, a impedire che le università diventassero giganteschi soviet gestiti da quelli che poi - quasi tutti i loro capi - hanno fatto carriera e ora pontificano di liberalismo e moralità in politica. Gli pseudo-anarchici insistono, nel weekend c’è tregua, ma lunedì ricominceranno: capiscono che c’è un mare sporco dove gentaglia come loro può tranquillamente nuotare e azzannare, riscuotendo qualora fossero acciuffati - come ha scritto Paolo Del Debbio - la considerazione che si riserva agli eroi. Tale e quale i picciotti coi boss.
Ho detto che però c’è una terza Italia. Non so se è molto meglio di quella numero 2. È l’Italia del menefrego. Di quelli che lasciano fare e aspettano di vedere chi vince. Il rettore dell’Università Statale, un certo Enrico Decleva, osserva come un Principe sui cuscini di piume d’oca queste vicende, non muove un mignolo, non si espone in pubblico (almeno finora). Trasmissioni televisive tacciono, è un fatto minore? Be’, non ci va bene per niente. Un tale, un consigliere regionale lombardo di Rifondazione comunista, Luciano Muhlbauer, rivendica addirittura queste aggressioni come reazione quasi dovuta. Opposti estremismi, ma la colpa per lui è di chi ha cominciato per primo, cioè si è rivolto alle autorità dello Stato. Ha detto Muhlbauer: «La denuncia dei collettivi è stata causata dalla denuncia esagerata di queste persone. In fondo gli avevano rubato 800 fotocopie, era un gesto politico. Facendo nomi e cognomi l’hanno trasformato in un gesto criminale». Ah ecco: è criminale fare i nomi, non rubare. Questa è la giustificazione ideologica dell’omertà e del linciaggio. Ma forse oggi è criminale anche lasciare queste notizie in fondo ai quotidiani, tacerne ai telegiornali. Permettere che queste acque di violenza vigliacca invadano l’università senza fare diga, senza scandalizzarsi, senza prosciugarla, sarebbe una resa non dei ciellini (quelli resistono), ma di tutti noi. Basta così. (Renato Farina)

martedì 17 novembre 2009

Il Pdl Carpenedolo in Piazza sabato mattina


Nella mattinata di sabato 21 Novembre il Pdl Carpenedolo sarà in Piazza Europa per proporre alla cittadinanza il tesseramento al Popolo della Libertà e per manifestare contro la decisione della Corte Europea di togliere il crocifisso dalle aule scolastiche.
E' un'occasione per incontrare i cittadini e per accogliere i suggerimenti e le richieste che arriveranno. Penso che questo rappresenti un ulteriore passo verso quel nuovo centrodestra fatto di idee e di entusiasmo che avevo prospettato nel ringraziamento agli elettori dopo le elezioni.

Vi aspettiamo numerosi!!

Paolo Spaziani

lunedì 16 novembre 2009

Quella pretesa di farci folli e con le lanterne rotte

Quante volte, anche nel nostro piccolo paese, abbiamo assistito a tentativi più o meno illustri di ridicolizzare coloro che hanno fede. Quante volte dalle colonne dei giornali anche locali abbiamo potuto leggere vere e proprie omelie contro coloro che con un semplice gesto hanno rotto gli equilibri del politicamente e laicisticamente corretto. Alcuni si sono pure permessi di criticare il Sommo Pontefice e la Chiesa nel suo complesso.
Ecco un bellissimo articolo che spiega tante cose- tratto da Avvenire-
È impressionante come negli ultimi anni stia prendendo piede nel nostro Paese un movimento di chiaro stampo laicista guidato da alcuni volti e nomi più o meno noti che dilagano nel mondo dell’informazione e tentano di demolire il bene della fede attraverso la banalizzazione di tutto ciò che riguarda la sfera religiosa.

L’obiettivo è chiaro e nemmeno più tanto originale: trasmettere la 'morte di Dio' che essi hanno nel cuore a quanta più gente possibile. Si fanno, insomma, sempre più forti i movimenti mediatici suscitati da quanti puntano presentare il cristianesimo come un fastidio da estirpare, con i suoi dogmi, i suoi principi morali e la sua organizzazione. Nuovi e vecchi esponenti del mondo dei mas media – attraverso trasmissioni radiotelevisive, libri e articoli sulla stampa scritta – non perdono occasione per picconare ciò che è stato (e ancora per moltissimi è) un grande riferimento: credere in Dio e sentirsi parte della Chiesa. Per coloro che hanno fondato la loro fede sulla 'roccia' certamente non basterà un programma tv, per quanto sapientemente organizzato, o un articolo di giornale, per quanto avvolto da un’apparente erudizione, a confondere le idee sulle tradizioni bimillenar ie che hanno nutrito e nutrono generazioni di uomini, donando alla vita senso, speranza e forza.
Ma ci sono tanti che, come direbbe Gesù, hanno invece il «lumignolo fumigante» con la fiamma della fede un po’ «smorta». A questi, forse, bastano poche parole o qualche insinuazione romanzata, fatta passare per oro colato contro la Chiesa e la sua storia, per distruggere quella forza che ha creato eroi di umanità e di santità, che ha ispirato l’arte, che ha diffuso e promosso ovunque la cultura, la solidarietà e la speranza soprattutto in quei per iodi in cui queste ultime non erano ancora sentite come valori da tutelare e diffondere.
Si mina un bene, lasciando uno spaventoso vuoto nel cuore dei semplici che, proprio per il fatto di non aver approfondito la loro fede, stentano a trovare vere risposte consegnandosi a quella solitudine che l’uomo nietzschiano esprimeva gridando la «mor te di Dio» e designando tragicamente l’inizio di un eterno precipitare.
Il rifiuto della fede, del resto, non è fatto inedito. La fede cr istiana, anzi, è nata proprio tra le persecuzioni. E sono state ancora le persecuzioni a darle radicamento e vigore. D’altronde, Gesù stesso lo aveva preannunciato quando disse ai suoi Apostoli: «Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi… e tutto questo lo faranno perché non hanno conosciuto né il Padre né me» (Gv15, 20. 16, 3).

C’è quindi una radice motivazionale nel gesto del rifiuto della fede: il non conoscere Dio. Si demolisce perché non si conosce. Gli oppositori sono probabilmente coloro che non hanno mai assaporato la bellezza, il bene, il valore dell’incontro con Dio, perdendo così una delle avventure più esaltanti che all’essere umano possa capitare: incrociare nella propria contingenza storica lo sguardo d’amore dell’Eterno. La Chiesa come r isposta a questa opposizione non è innanzitutto chiamata a ribadire le proprie ragioni e i propri diritti inasprendosi per il rifiuto o la demolizione mediatica dei suoi valor i, ma dovrà elaborare sempre nuovi strumenti per far conoscere il volto del Padre attraverso quello di Cristo. Non è certamente con lo studio di nuove vie diplomatiche che si opera la diffusione della fede, ma reinvestendo sul fascino di ciò che di più prezioso si possiede: il tesoro del Vangelo di Gesù. Ogni singolo cristiano dovrà rivestire di bellezza e di coerenza il proprio credere affinché possa esserci una nuova fioritura di fede a cominciare proprio dal cuore di coloro che le fanno guerra. Non lasciamo, quindi, come l’«uomo folle» di Nietzsche che la nostra lanterna cadendo a terra si frantumi e si spenga, ma r imotiviamoci ancora di più nello slancio parenetico dell’annuncio, perché il Requiem aeternam Deo che tanti continuano a cantare sia sostituito dall’ Exultet pasquale nella testimonianza gioiosa di essere Chiesa.

sabato 7 novembre 2009

Le grandi soddisfazioni di un italiano

In questo ultimo anno e mezzo è accaduto di tutto. La crisi che ha messo a dura prova la nostra economia, il terremoto dell'Aquila, l'arrivo dell'influenza A, gli attacchi al premier da parte della sinistra moralizzatrice e per finire la sentenza della Corte di Giustizia sul crocifisso.
Sono solo alcuni dei fatti che il Governo Berlusconi ha dovuto fronteggiare tra lo strepitare della sinistra che, ogni giorno, ha pensato a demolire il Premier piuttosto che proporre alternative.
I risultati di queste ultime settimane dimostrano senza ombra di dubbio che la scelta di votare e sostenere il centrodestra si è rilevata azzeccata. Vediamo perchè.
1. Ieri l'OCSE ha detto che l'Italia è al PRIMO POSTO AL MONDO a livello di ripresa economica post crisi.
2. Ogni settimana vengono consegnate case ai terremotati in Abruzzo e tutti non hanno potuto che riconoscere la capacità di questo Governo di reagire in modo rapido e concreto ad un'emergenza di ingenti dimensioni.
3. Il Premier si è difeso in modo intelligente dagli attacchi della sinistra sapendo che una reazione scomposta avrebbe portato a conseguenze dannose per il Governo stesso. Il destino ha poi pensato bene di ristabilire il giusto ordine delle cose con il caso Marrazzo..
4. In merito alla questione del crocifisso il Governo tutto (Pdl e Lega) si è dimostrato pronto a dare battaglia ed ha dichiarato che il crocifisso rimarrà nelle aule. Anche questo è segno di unità e di compatezza nonchè di capacità di alzare voce da parte dell'Italia senza alcuna sottomissione culturale nei confronti del laicismo europeo.
Di certo le cose da fare sono ancora molte, ma è a dir poco imbarazzante l'atteggiamento della sinistra nazionale e locale (CGIL locale compresa!) che attaccano a testa bassa criticando tutto e tutti senza tenere conto dei DATI VERI.
Dopo i dati dell'OCSE mi aspetto un bel manifesto a firma congiunta PD-CGIL in cui si comunica che l'Italia è il PRIMO PAESE AL MONDO in termini di capacità di ripresa economica. Chissà se, per una volta, anche la sinistra militante decide di ammettere che bisogna essere orgogliosi di essere italiani. Anche grazie al nostro Governo.


Paolo Spaziani