sabato 7 novembre 2009

Le grandi soddisfazioni di un italiano

In questo ultimo anno e mezzo è accaduto di tutto. La crisi che ha messo a dura prova la nostra economia, il terremoto dell'Aquila, l'arrivo dell'influenza A, gli attacchi al premier da parte della sinistra moralizzatrice e per finire la sentenza della Corte di Giustizia sul crocifisso.
Sono solo alcuni dei fatti che il Governo Berlusconi ha dovuto fronteggiare tra lo strepitare della sinistra che, ogni giorno, ha pensato a demolire il Premier piuttosto che proporre alternative.
I risultati di queste ultime settimane dimostrano senza ombra di dubbio che la scelta di votare e sostenere il centrodestra si è rilevata azzeccata. Vediamo perchè.
1. Ieri l'OCSE ha detto che l'Italia è al PRIMO POSTO AL MONDO a livello di ripresa economica post crisi.
2. Ogni settimana vengono consegnate case ai terremotati in Abruzzo e tutti non hanno potuto che riconoscere la capacità di questo Governo di reagire in modo rapido e concreto ad un'emergenza di ingenti dimensioni.
3. Il Premier si è difeso in modo intelligente dagli attacchi della sinistra sapendo che una reazione scomposta avrebbe portato a conseguenze dannose per il Governo stesso. Il destino ha poi pensato bene di ristabilire il giusto ordine delle cose con il caso Marrazzo..
4. In merito alla questione del crocifisso il Governo tutto (Pdl e Lega) si è dimostrato pronto a dare battaglia ed ha dichiarato che il crocifisso rimarrà nelle aule. Anche questo è segno di unità e di compatezza nonchè di capacità di alzare voce da parte dell'Italia senza alcuna sottomissione culturale nei confronti del laicismo europeo.
Di certo le cose da fare sono ancora molte, ma è a dir poco imbarazzante l'atteggiamento della sinistra nazionale e locale (CGIL locale compresa!) che attaccano a testa bassa criticando tutto e tutti senza tenere conto dei DATI VERI.
Dopo i dati dell'OCSE mi aspetto un bel manifesto a firma congiunta PD-CGIL in cui si comunica che l'Italia è il PRIMO PAESE AL MONDO in termini di capacità di ripresa economica. Chissà se, per una volta, anche la sinistra militante decide di ammettere che bisogna essere orgogliosi di essere italiani. Anche grazie al nostro Governo.


Paolo Spaziani

domenica 1 novembre 2009

Diritto allo studio: le motivazioni del nostro no in Consiglio

Cari lettori,
nelle scorse settimane il Consiglio Comunale ha approvato il Diritto allo Studio per l'anno 2009/2010 con il voto contrario del nostro Gruppo Consiliare. I motivi del nostro voto sono sinteticamente i seguenti:

1) L'Amministrazione Desenzani ha deciso di istituire una tariffa fissa pari a 20 € mensili per l'iscrizione alle scuole dell'infanzia statali per i nuclei familiari aventi reddito ISEE tra 0 e 4.200 €. Tale tariffa è applicata anche in caso non vi sia iscrizione al servizio mensa ed indipendentemente dai giorni di frequenza. Tale decisione è incomprensibile in quanto rappresenta, soprattutto in un momento di crisi come questo, un vero e proprio macigno sulle spalle di famiglie che fanno fatica ad arrivare alla fine del mese.
LA SINISTRA CHE SULLA CARTA DICE DI RAPPRESENTARE LE FASCE DEBOLI LE PENALIZZA CON L'INTRODUZIONE DI QUESTA TARIFFA FISSA!! NON TROVIAMO UNA GIUSTIFICAZIONE VALIDA PER TALE DECISIONE CHE RISCHIA DI CREARE UN EFFETTO "BOOMERANG" IN QUANTO LE FAMIGLIE COLPITE DA QUESTA NOVITA' SONO ANCHE QUELLE CHE SI RIVOLGONO AI SERVIZI SOCIALI PER ESSERE AIUTATE CON IL RISCHIO DI AVER INSERITO UNA TARIFFA CHE POI GRAVA SUGLI INTERVENTI DEI SERVIZI SOCIALI STESSI.

2) Nonostante un piano che prevede maggiori entrate rispetto a quello dello scorso anno gli stanziamenti sono stati ridotti in molti ambiti. La dirigenza scolastica aveva fatto alcune richieste di aiuto finanziario da parte dell'Amministrazione che sono state disattese dalla stessa la quale ha deciso di tagliare gli stanziamenti.
L'EDUCAZIONE NON PUO' E NON DEVE ESSERE OGGETTO DI TAGLI IN QUANTO RAPPRESENTA LA BASE PER IL FUTURO DEL NOSTRO PAESE. SE CI SONO PROBLEMI FINANZIARI SI DECIDA DI RIDURRE SE NON ELIMINARE QUELLE INIZIATIVE CULTURALI POLITICIZZATE CHE ABBIAMO POTUTO "GUSTARE" NEL RECENTE PASSATO.
Il Consigliere Carleschi ha sottolineato in modo puntuale i punti deboli del piano che hanno reso inevitabile il nostro voto contrario. Ci auguriamo che l'Amministrazione faccia tesoro degli spunti emersi in Consiglio e si renda conto della scorrettezza delle scelte effettuate.

Paolo Spaziani

domenica 25 ottobre 2009

Caro Messedaglia, che mi dici di Marrazzo??


(un altro modo.... mai slogan fu più azzeccato da parte dell'ormai ex governatore Marrazzo)

Il caso Marrazzo sta scuotendo le teste dei grandi moralizzatori che per oltre tre mesi si sono prodigati a insultare Berlusconi. Anche a Carpenedolo non sono mancati gli attacchi al Premier da parte del Partito Democratico. In particolare il referente del Circolo di Carpenedolo ha insultato il nostro Premier senza esclusione di colpi mostrando con tutta evidenza di aver assimilato alla perfezione l'unica strategia politica che la sinistra da mesi porta avanti.
Ora mi chiedo se il caro Messedaglia sia a conoscenza di ciò che è accaduto al Presidente della Regione Lazio. Perchè Messedaglia non si prodiga nella stesura di un manifesto su Marrazzo criticandone il comportamento come fatto con Berlusconi?
Il problema rimane sempre lo stesso: la sinistra, quando cerca di riemergere facendo appello alla sua superiorità morale, finisce per essere sepolta da scandaletti e scandaloni.
Negli ultimi mesi siamo passati dallo scandalo della sanità pugliese, al caso del referente di un circolo Pd di Roma rivelatosi uno stupratore, dal caso Marrazzo all'inchiesta in Campania che coinvolge Bassolino.
Sono stati mesi difficili in cui alcune volte ci si è chiesti se fosse il caso di rispondere agli attacchi nei confronti di Berlusconi. L'istinto è stato quello di contrattaccare rischiando di scendere agli stessi livelli della sinistra. Poi però ci ha pensato il destino che ha ristabilito il giusto ordine delle cose disintegrando in poche ore l'ormai inesistente superiorità morale della sinistra.
Paolo Spaziani

sabato 24 ottobre 2009

Chi semina vento raccoglie tempesta...

In queste ore gli elettori del centrodestra si stanno godendo la vicenda del Governatore Marrazzo portata alla luce solo poche ore prima delle primarie del Pd. Dopo tutto il fango buttato sul nostro Premier il destino ha voluto "premiare" i moralizzatori di centrosinistra con il caso Marrazzo. Ecco l'articolo apparso sull'edizione odierna de "Il Giornale".
Vicenda inquietante. Non si guarda dal buco della serratura. E poi tutta questa storia puzza. Sospetti i tempi, «inquietanti» i metodi da «spionaggio». Che la politica italiana non sia il regno della coerenza lo sanno anche i sassi. Ma due svolte nel giro di poche settimane sono un’impresa difficile anche per gli eredi dell’ex Pci. Il Partito democratico c’è riuscito. Prima la conversione neobacchettona in occasione del caso D’Addario e dei dettagliatissimi resoconti della stampa sulle vicende del premier. Ieri un ritorno di fiamma iper garantista, a beneficio del presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo. Evidente la volontà di non disturbare le primarie. I tre candidati alla guida del Partito democratico hanno espresso contemporaneamente solidarietà a Marrazzo. Primo Dario Franceschini, che invoca la forca per chi ha teso la trappola: «È un vicenda che parla da sé. Ci sono già stati provvedimenti dell’autorità giudiziaria, i ricatti vanno condannati e puniti». Nessun accenno al merito, come quando sulle escort a Palazzo Grazioli Franceschini sostenne che si trattava di cose «talmente evidenti che gli italiani si fanno un’idea senza che lo dica il segretario del Pd». Chi ha «un ruolo pubblico deve trasmettere dei messaggi, ed in questo caso sono stati negativi», sosteneva il leader Pd. Generica solidarietà da Pierluigi Bersani a Marrazzo, «vittima di una vera e propria aggressione e di un incredibile ricatto. Continui serenamente a svolgere, come ha fatto finora». Il premier non potè contare sulla solidarietà del futuro segretario del Pd.
A Berlusconi toccò una rampogna democratica su «serietà e sobrietà», accanto alla constatazione che le vicende del premier «hanno dato un colpo non banale alla nostra credibilità internazionale». Anche Ignazio Marino, il più vicino tra i candidati alla sinistra giustizialista, ieri ha parlato di «attività di spionaggio e di ricatto portate avanti da alcune mele marce tra le forze dell’ordine». E la memoria va a quando, poco tempo fa, aveva invocato la questione morale criticando i vertici laziali del Pd perché in una sezione della periferia romana si era iscritto quello che poi si rivelò essere uno stupratore. La vicenda di Marrazzo è diventata uno spartiacque, con spettacolari cambi di ruolo. Colpisce la gelida difesa di Massimo D’Alema e quella, invece, calorosa, di Antonio Di Pietro. L’ex premier si è limitato a dire: «Non saprei come commentare, al di là ovviamente della solidarietà personale per chi si trova al centro di un tentativo di ricatto, di estorsione. Per il resto c’è un’indagine della magistratura.
L’auspicio è che si faccia chiarezza su tutti gli aspetti di questa vicenda». Affettuoso e garantista il leader di Italia dei valori che ha espresso solidarietà al presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo «per la grave intimidazione subita. Apprezziamo che il presidente della Giunta regionale del Lazio non abbia ceduto al ricatto e si sia rivolto alla magistratura che ha scoperto criminali con l’aggravante di vestire la divisa». Ragionamento che non fa una piega, seguito da un cavallo di battaglia di chi in questi anni si è trovato dall’altra parte rispetto all’ex pm: «Il problema di fondo che sta sporcando la politica italiana di questi ultimi anni è il sistema di dossieraggio, di veline e di criminalizzazione per liberarsi degli avversari politici che vengono indeboliti sul piano personale».

giovedì 22 ottobre 2009

L'antiberlusconismo fallisce pure all'estero

Fallito il tentativo di Di Pietro di portare l'antiberlusconismo in Europa. Ecco la dichiarazione dell'onorevole Mario Mauro, capogruppo Pdl al Parlamento Europeo, dopo il voto che ha bocciato la mozione della sinistra contro il nostro Premier.
"La delegazione italiana del Popolo della Liberta’ e’ stata capace di spiegare al Parlamento Europeo che non c’era un contenuto vero dietro la risoluzione sulla liberta’ di stampa facendo capire anche alla sinistra europea che seguendo ciecamente le proposte della sinistra italiana sarebbe andata incontro ad un vero e proprio suicidio politico. Oggi il Parlamento europeo ci ha fatto fare un bagno di realismo, smantellando l’impianto accusatorio e strumentale di chi sostiene che la causa del male sia una singola persona. Dal voto di oggi e’ emerso chiaramente cio’ che sosteniamo da tempo: in tutta questa vicenda non c’e’ un contenuto vero, ma c’era solo la volonta’ di attivare con un pretesto una forte critica al governo Berlusconi. Crediamo comunque che questa debba essere l’occasione per aprire un serio dibattito sulla concentrazione dei media in Europa. Su questo la nostra disponibilita’ e’ massima".
Ecco l'articolo de "Il Giornale" di oggi sulla vicenda.
Questa volta ce l’hanno fatta: gli eurodeputati della sinistra si sono coperti di ridicolo! Hanno tentato di bloccare i lavori del Parlamento europeo per proporre sterili polemiche politiche interne. Non solo! Hanno respinto, con il loro comportamento, il saggio invito che il 25 settembre il presidente della Repubblica Napolitano aveva rivolto a noi eurodeputati italiani di non trasformare il Parlamento europeo in una cassa di risonanza di polemiche o ancor peggio in un’istanza d’appello rispetto a quanto deciso nei parlamenti o negli esecutivi nazionali. Ieri a Strasburgo è fallito miseramente l’ennesimo goffo tentativo della sinistra di utilizzare la platea europea per screditare l’Italia e il governo Berlusconi. Stesso copione della precedente tornata di Bruxelles, stessi figuranti: Di Pietro, Sassoli e soci con l’avallo dei vari Schulz, Verhofstadt e della new entry socialista Hannes Swoboda.
Un patto tra «gentiluomini» che hanno tentato di dare, ancora una volta, dell’Italia una visione deformata, dimostrazione di quel disprezzo che hanno del corpo elettorale che concede, invece, ampia fiducia al governo Berlusconi. L’opposizione si fa con proposte serie e un dibattito serrato, non con cronache morbose come quelle recenti. La realtà è che questa minoranza intende la libertà di stampa come libertà di mistificare, insultare e calunniare. Il nostro voto ha rafforzato l’idea che la libertà di stampa in Italia sia garantita; non ci sono ostacoli e veti che possano limitarne l’esercizio. Nel nostro Paese c’è una vasta gamma di media liberi e indipendenti; ciò dimostra il pluralismo dell’informazione.
La libertà di critica, legittima, pur aspra e forte, è assicurata ma poco praticata dalla sinistra che invece si esercita nella liceità di ingiuria, di calunnia e di diffamazione. La verità è che l’opposizione trova solo all’estero sponde utili a rilanciare quelle campagne anti Cavaliere che in patria ormai faticano a racimolare seguito. Alimentare polemiche e pregiudizi contrari all’interesse del Paese significa ridurre il peso internazionale che l’Italia può vantare. Al contrario di ciò che il nostro presidente del Consiglio sta, faticosamente ma egregiamente, facendo. A volte è davvero difficile essere italiani per gli uomini della sinistra in un contesto internazionale.

mercoledì 21 ottobre 2009

L'ora di Islam: un diritto impraticabile

La proposta del viceministro Adolfo Urso ad Asolo, di istituire un’ora di religione islamica facoltativa, nelle scuole pubbliche e private, non può, di per sé, al di là della dialettica politica che l’ha motivata, essere rifiutata. Gli studenti musulmani, come ha dichiarato il cardinale Renato Martino, presidente del Pontificio Consiglio per la Giustizia e la pace, “se scelgono di conservare la loro religione hanno diritto ad istruirsi nella loro religione”.
Lo stesso diritto che la Chiesa reclama per sé, quello dell’insegnamento del cristianesimo cattolico nelle scuole italiane, non può essere negato ad un’altra posizione religiosa, qualora essa lo reclami dimostrando di averne i requisiti.
In primis un numero sufficiente di alunni per classe che ne faccia richiesta, e questo all’interno di un quadro regionale e nazionale che veda una percentuale significativa di tali domande.
Il problema, comunque, non riguarda il principio ma la sua applicazione. Attuare quanto richiede l’on. Urso non è semplice, richiede una serie di condizioni. La prima, non scontata, concerne il gradimento della proposta da parte degli stessi islamici. In Gran Bretagna, tanto per fare un esempio, il Consiglio musulmano ha chiesto che fosse riconosciuto il diritto dei musulmani ad applicare nella suola statale la morale islamica.
Il problema riguardava essenzialmente il pudore. Ciò implicava il diritto, per le donne, al velo, a non partecipare all’educazione fisica, la separazione dei sessi a scuola. Tra le richieste non figurava quella dell’insegnamento della dottrina islamica nella scuola pubblica, fuori dalla moschea.

Per questo, come ha opportunamente fatto rilevare Massimo Livi, demografo e senatore del Pd, non è detto che gli islamici che vivono in Italia abbiano desiderio di veder praticato l’insegnamento del Corano nelle scuole pubbliche. Certamente non desiderano che tale insegnamento avvenga fuori dal controllo della comunità religiosa. In Italia l’insegnamento della religione cattolica avviene, come sappiamo, sotto la guida della Cei, la Conferenza episcopale. Per l’Islam non è così. Gli immigrati, provenienti da paesi diversi, esprimono tradizioni diverse e diverse letture dell’Islam.
Ciò fa sì che non vi sia (ancora) una vera Consulta islamica nazionale, capace di unificare le varie anime dell’Islam e tale da funzionare come organismo analogo alla Cei. In mancanza di esso la prospettiva di un insegnamento scolastico della religione, sottratto al controllo delle moschee, susciterebbe, inevitabilmente, la reazione degli islamici ortodossi.

Oltre a ciò un problema non secondario è dato dal reclutamento degli insegnanti. I docenti di religione devono, in Italia, seguire un determinato iter scolastico per poter accedere al loro insegnamento. Ciò presuppone la costituzione di un iter parallelo per il futuro docente della religione islamica , iter che, al momento, non esiste.
Né esiste l’istituzione che dovrebbe abilitare a tale insegnamento. Il nuovo docente non può essere, infatti, un semplice “imam”. La sua figura deve godere di un riconoscimento pubblico, sia da parte di una ipotetica Consulta islamica nazionale, sia da parte dello Stato.

Come si vede non è in discussione il principio, vale a dire il diritto all’insegnamento della religione islamica nelle scuole, ma la sua esecuzione. I musulmani, in Italia, non hanno ancora un organismo comune che possa garantire, di fronte allo Stato, l’affidabilità dei docenti. E, in secondo luogo, non possiedono luoghi di formazione, legalmente riconosciuti, che abilitino a tale insegnamento. Per questo l’attuazione di un principio giusto richiederà ancora molto tempo.

(di Massimo Borghesi- tratto da "Il Sussidiario")

sabato 17 ottobre 2009

E l'Assessore Fontanini disse: "Ma vai a caga...!!"

Il consiglio comunale del 15 Ottobre scorso ha riservato momenti di forte difficoltà per l'attuale maggioranza che, seppur votando compatta ed in maniera preconcetta contro ogni nostra proposta, ha fatto trapelare un certo nervosismo. Ma andiamo con ordine.
Il nostro gruppo ha deciso di votare con la maggioranza la richiesta di modifica del Patto di Stabilità in quanto considerato troppo stringente a danno di coloro (imprese ed artigiani) che da mesi devono essere pagati dal nostro Comune.
Non abbiamo invece compreso il comportamento della maggioranza sul Piano Casa il quale è stato proposto al consiglio completamente svuotato del suo reale intento. L'Amministrazione ha deciso di escludere quasi tutto il paese dagli interventi previsti dal Piano Casa non attribuendo nemmeno ai quei pochi che potranno usufruire della Legge la riduzione degli oneri prevista dalla norma. A nostro avviso tale comportamento denota un atteggiamento ideologico e preconcetto nei confronti di leggi proposte da un Governo che non trova le simpatie dell'Amministrazione di centrosinistra.
Il momento cruciale della seduta è arrivato in sede di discussione della situazione della Casa di Riposo in merito alla quale il nostro gruppo ha proposto la creazione di una commissione che verifichi l'attuale situazione finanziaria dell'Ente. E qui accadono due "fattacci" che denotano l'insicurezza dell'attuale maggioranza.
Il Sindaco annuncia il voto contrario della maggioranza alla nostra mozione mentre l'assessore Fontanini loda la nostra proposta considerata degna di sostegno in quanto volta a conoscere e non a strumentalizzare. Il sindaco, con aria stupefatta, osserva l'assessore che dichiara il sostegno alla nostra proposta, ma poi, come vuole il codice di comportamento di stampo PCI, l'assessore, al contrario di quanto dichiarato, vota contro la nostra proposta. La prova di questo fatto è contenuta nel verbale della seduta del consiglio che andremo a ritirare nei prossimi giorni.
Ma il bello deve ancora essere raccontato. Durante il dibattito sulla Casa di Riposo il consigliere Treccani incalza l'assessore Fontanini la quale urla un oxfordiano "ma vai a caga..." al consigliere Treccani con tanto di braccio alzato e bicchiere in mano.
Dopo il vice sindaco Tafelli, che si è nuovamente messo mostra per alcune sue uscite (con tanto di scuse ad un consigliere di minoranza), è la volta dell'Assessore Fontanini. Insomma, una giunta che, se messa sotto torchio, rivela il suo lato "elegante".
Successivamente è stata la volta delle nostre interpellanze. Imbarazzante la risposta del sindaco in merito alle violazioni inerenti l'Operazione Trasparenza. Come è possibile che le assenze dei dirigenti del mese di agosto siano state inserite solo nei giorni antecedenti al consiglio, cioè a metà ottobre? La risposta del sindaco è che la legge è nuova ed il tempo per adeguarsi è lungo. Incredibile e inaccettabile.
Abbiamo incalzato il Sindaco anche in merito alla chiusura della Piscina Comunale e dei lavori da effettuare in merito al Macello.
Insomma: un consiglio che ha evidenziato le difficoltà dell'attuale maggioranza ad amministrare il nostro paese. Di certo il modo migliore per risolvere i propri problemi non è insultare l'avversario. Ma questo è un vizio tipico di tutta la sinistra, Berlusconi ne sa qualcosa...
Paolo Spaziani