martedì 9 febbraio 2010

L'agenda Pdl delle prossime settimane

Le prossime settimane saranno piuttosto intense per il nostro gruppo che sarà chiamato a lavorare su più fronti.

Dal punto di vista amministrativo nei prossimi giorni verrà indetto il consiglio comunale il quale prevede all'ordine del giorno alcuni punti molto importanti.

1. Approvazione del bilancio di previsione 2010: il nostro gruppo ha presentato due emendamenti per destinare maggiori risorse al sociale e alla Polizia Municipale. Noi siamo convinti di aver proposto emendamenti ragionevoli nell'interesse del paese, per questo ci auguriamo che la maggioranza mostri quell'atteggiamento costruttivo e aperto che finora purtroppo è mancato.

2. Richiesta autorizzazione apertura Farmacia Comunale: al contrario di quanto fatto dagli altri gruppi consigliari di minoranza abbiamo preferito non rilasciare alcuna dichiarazione sulla Farmacia Comunale in quanto non abbiamo ancora avuto di vedere i documenti predisposti dall'amministrazione che verranno resi disponibili alcuni giorni prima del consiglio. Non mancheremo di aggiornarvi su quanto proposto dall'amministrazione e sulla nostra posizione in merito.

3. Crollo muro asilo via Isonzo: il nostro gruppo ha avuto il merito di porre all'attenzione dei cittadini l'incidente avvenuto nei giorni antecedenti il Natale 2009 ed ha presentato un'interpellanza ed una mozione per fare luce sull'accaduto e chiedere che venga verificato lo stato di sicurezza dell'immobile. Dalle riposte che fornirà la maggioranza in consiglio comunale dipenderanno le nostre successive decisioni.

Dal punto di vista politico il Pdl sta scaldando i motori per le elezioni regionali che vedono candidato alla Presidenza di Regione Lombardia Roberto Formigoni. Proprio in queste ore stiamo delineando l'organizzazione della campagna elettorale che anche a Carpenedolo vedrà una fitta agenda di appuntamenti ed una novità per i cittadini del nosto paese. Continuate a seguirci per aggiornamenti!

Paolo Spaziani
Capogruppo Pdl in Consiglio Comunale

sabato 6 febbraio 2010

Bonino-Bresso: i candidati dei cattolici Pd e Udc



Pubblichiamo una foto sconcertante del 1976 in cui Emma Bonino pratica un aborto aspirando i resti di un bambino con una pompa da bicicletta. La foto è apparsa qualche giorno fa sul quotidiano "Libero" ed ha suscitato parecchio scalpore. La seconda foto ritrae la Bonino e la Bresso mentre si strigono la mano dopo aver sancito l'allenza elettorale in Piemonte. Alleanza elettorale a favore della Bresso sostenuta anche dall'Udc di Pierferdinando Casini. Ecco cosa diceva il leader dell'UdC nell'ottobre scorso:
“Non esiste alcuna possibilità che l’Udc possa stare in una coalizione guidata dalla Lega. Ma non c’è neppure nessuna ipotesi che l’Udc si possa aggiungere alla coalizione che attualmente governa la regione… quella della giunta Bresso è una coalizione che abbiamo contestato, avversato e che su punti fondamentali, primi fra tutti quelli dei valori e delle questioni etiche, ha portato avanti idee diverse dalle nostre” (dichiarazione di Casini pubblicata sulla cronaca torinese di Repubblica, 10/10/09).
Il sociologo torinese Massimo Introvigne, vicepresidente nazionale di Alleanza cattolica, intervistato dal Foglio dice di considerare l’alleanza Udc-Bresso-Viale “particolarmente scandalosa. Non si tratta – come nel caso dell’appoggio Udc a Renzo Tondo in Friuli, un laico di centrodestra che sosteneva Beppino Englaro – di scegliere una persona con la quale i cattolici possono essere in dissenso su singoli temi. Quella della Bresso, come lei stessa rivendica sul suo sito, è una vita consacrata alla causa laicista. E’ lei che racconta di aver cominciato la propria carriera politica con Franca Rame nel Cisa di Emma Bonino. Che si tratti di Ru486, di fine vita, di scuola, di identità religiosa, di matrimonio omosessuale, le posizioni della Bresso sono anticattoliche: il laicismo è l’asse portante della sua azione. Ha pienamente ragione la Bonino, quando dice che non c’è differenza tra sostenere lei e sostenere la Bresso. Vita, famiglia, libertà di educazione: sono questi e non altri i principi non negoziabili per un cattolico. Come la Bresso possa essere sostenuta da un partito cattolico, davvero non lo capisco. In Piemonte l’Udc sta facendo un errore molto grave”.
Basta osservare la foto di Emma Bonino intenta ad uccidere un essere umano con una pompa di bicicletta per capire che la vita di un bambino è più importante di un assessorato.

giovedì 4 febbraio 2010

Il "giallo" delle convocazioni mancate

Cari lettori,
in questi mesi abbiamo riscontrato alcune anomalie nella convocazione dei nostri componenti alle riunioni delle commissioni assessorili.
E' capitato in parecchie occasioni che i nostri commissari non ricevessero alcuna convocazione e quindi non fossero a conoscenza del fatto che era stata indetta una riunione della commissione.
Il Comune ha deciso di inviare le comunicazioni anche via mail, peccato che alcuni di questi messaggi non abbiamo mai raggiunto i destinatari privandoli della possibilità di partecipare alle riunioni come era nel loro diritto. Rispetto ai tanti problemi che affliggono il nostro paese queste sono cose da poco che però denotano una gestione amministrativa pressapochista che ormai denunciamo da tempo e che riguarda diversi ambiti dell'amministrazione.
Abbiamo ripetutamente fatto presente l'anomalia al Sindaco il quale non è riusciuto a spiegarci di questo disguido. Ora, visti i recenti episodi, non possiamo che chiedere formalmente che venga verificato il buon esito dell'invio delle convocazioni al fine di mettere tutti nelle condizioni di partecipare. Non è assolutamente corretto che il nostro gruppo non possa prendere parte alle sedute delle commissioni e quindi intervenire su argomenti importanti per un problema organizzativo che non ci riguarda e che deve essere risolto. E' una questione di buon senso e di rispetto in quanto ci sembra di chiedere solo quello che deve essere fatto per rendere regolare la seduta di una commissione.
Questo blog è divenuto un vero e proprio filo diretto con i lettori circa la nostra attività amministrativa di cui sono parte integrante anche le commissioni. Per questo ci è sembrato giusto mettere a conoscenza tutti i lettori di questo "giallo" che ormai dura da mesi....

mercoledì 3 febbraio 2010

Di Pietro e Contrada: dieci domande all'ex magistrato


Pubblichiamo la foto che ritrae il leader dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro a cena con Bruno Contrada, ex funzionario del Sisde, condannato a dieci anni per concorso esterno in associazione mafiosa. Bruno Contrada è stato al centro di un vero e proprio scandalo scoppiato nei primi anni '90.


Ecco inoltre le dieci domande che il quotidiano "Il Giornale" ha posto all'onorevole Di Pietro nell'edizione odierna del quotidiano.

1) Se in quelle foto con Contrada, una settimana prima dell'arresto, vi fosse stato Berlusconi, cosa gli sarebbe successo?
2) Se lei era in rapporti con la Procura di Palermo, probabilmente sapeva che Contrada stava per essere arrestato: perché è andato a mangiare con lui?
3) Perché quelle foto sono state occultate per anni?
4) All'epoca che danni avrebbe provocato al pool di mani pulite la pubblicazione di quelle immagini?
5) Perché dopo l'arresto di Contrada non avvertì il capo del pool, Borrelli, di essere andato a cena con un capo dei servizi segreti in odore di mafia?
6) Nel 1992 si seppe che la mafia preparava attentati contro Borsellino e Di Pietro. Perché lei fu mandato in Costa Rica con un passaporto falso e Borsellino fu lasciato a Palermo?
7) In quei giorni avvertì o no Borsellino della minaccia che vi riguardava entrambi?
8) Lei interrogò a Rebibbia il mafioso Vito Ciancimino. Perché non lo disse ad "Annozero" quando fu affrontato l'argomento? E cosa le aveva rivelato l'ex sindaco di Palermo?
9) Cosa fu davvero Mani pulite?
10) Perché tutti i vecchi partiti finirono in galera mentre l'ex Pci finì al governo?

lunedì 1 febbraio 2010

In risposta all’anonimo carpenedolese

Nei giorni scorsi ho ricevuto una lettera anonima da parte di un cittadino carpenedolese che esprime tutta la sua rabbia per la situazione di incuria della Fossa Magna e delle strade del nostro paese. Non avendo possibilità di contattare il cittadino anonimo penso di fare cosa gradita rispondendo alla lettera su questo blog sperando che queste parole arrivino al destinatario. In via preliminare penso sia necessario precisare come sia composta l’attuale amministrazione al fine di evitare possibili equivoci. La lista che vince le elezioni amministrative è chiamata a governare il paese attraverso gli organi competenti . Il Sindaco nomina gli assessori, sempre appartenenti allo stesso gruppo che ha prevalso alle elezioni. Il Consiglio comunale è composto da 13 membri della lista uscita vincitrice alle elezioni, mentre le altre liste ottengono alcuni seggi in consiglio comunale a seconda dei voti ottenuti per un totale di 7 seggi per l’intera minoranza (il nostro gruppo ha quattro seggi- tre Pdl ed uno Lega Nord). Questa premessa penso sia necessaria in quanto il cittadino anonimo dice che tutti avevamo promesso nei programmi elettorali di sistemare la Fossa Magna e le strade, ma non si sono ancora visti risultati. Penso che dopo la spiegazione che ho dato sia chiaro che, come avviene anche a livelli politici più alti, la maggioranza sia l’unico gruppo che può applicare il programma elettorale proposto agli elettori in quanto possiede i voti e quindi la maggioranza per farlo. Il compito della minoranza, e quindi anche del nostro Gruppo, è di proporre soluzioni che si basino sul programma elettorale e di opporsi a quanto viene deciso dalla maggioranza e che non viene ritenuto un bene per il paese. Tutta la nostra azione è condizionata dal fatto di non poter decidere cosa è bene e cosa è male per il nostro paese. La prima cosa che consiglio di fare al cittadino anonimo, se lo ritiene opportuno, è di scriverci al seguente indirizzo e-mail: pdlcarpenedolo@libero.it in modo che possiamo incontrarlo e verificare con lui tutte le situazioni descritte nella lettera. Consigliamo inoltre al cittadino anonimo di prendere appuntamento con il Sindaco per spiegare il disagio che ha giustamente espresso nella lettera che conservo e che sicuramente condividerò con gli altri consiglieri del nostro Gruppo al fine di proporre iniziative per quanto è nella nostre possibilità di minoranza. Per alcuni di voi forse questa spiegazione tecnica di come funzioni l’attività amministrativa in un paese come Carpenedolo è banale, ma penso sia opportuna per non confondere chi ha promesso e non ha ancora fatto e chi, seppur in minoranza, ha già alzato la voce per far sentire il disagio dei cittadini davanti ad una situazione di degrado che è sotto gli occhi di tutti (si veda un esempio a questo link: http://cdlcarpenedolo.blogspot.com/2009/09/il-degrado-avanza-e-nessuno-fa-niente.html.
Invitiamo tutti coloro che vogliono segnalarci situazioni di incuria a scriverci all’indirizzo mail: pdlcarpenedolo@libero.it

Paolo Spaziani
Capogruppo Consiliare Lista “Spaziani Sindaco” Pdl-Lega Nord

domenica 31 gennaio 2010

Parma diventa a misura di famiglia. E Carpenedolo??

Da alcuni mesi Parma è al centro dell'attenzione per alcune iniziative che possiamo certamente definire rivoluzionarie. Tutto questo mentre comuni come Carpenedolo ripropongono ogni anno la fotocopia dei programmi e delle azioni dell'anno precedente.
Il sindaco Pietro Vignali ha dato infatti avvio da circa un anno a un processo che dal prossimo anno inizierà ad incidere profondamente sulla vita delle persone. E' stata convocata una grande assemblea aperta, il cui titolo riassume il programma: “Per un welfare sussidiario a misura di famiglia”. In quell’occasione saranno raccolte le proposte e le speranze della città. E al termine sarà lo stesso Vignali ad annunciare le linee di sviluppo della riforma. Due saranno in particolare gli strumenti innovativi che l’amministrazione preannuncia voler attuare.
- Da un lato l’ormai noto “quoziente Parma”, ovvero il tentativo di inserire in modo strutturale la logica del quoziente famigliare nelle procedure di accesso ai servizi. Oggi la famiglia che volesse richiede la possibilità di accedere a servizi o provvidenze pubbliche è chiamato a compilare un modello (l’ISEE) finalizzato a comprendere la situazione socio-economica del nucleo. Il modello, utilizzato su vasta scala in tutta Italia, ha un difetto grave: quello di non tenere conto adeguatamente dei carichi di cura presenti nella famiglia. Insomma, sottovaluta gravemente il peso che hanno i figli sulla condizione economica. Il “quoziente Parma” prova a sanare esattamente questo vulnus, riconoscendo un sostegno crescente al numero dei figli. Vignali ha già annunciato che da gennaio il nuovo modello entrerà in vigore e progressivamente diventerà lo strumento unico per l’accesso a tutti i servizi.
- Su un secondo versante, il “Libro Verde per un welfare a misura di famiglia”, presentato dallo stesso Vignali nello scorso mese di giugno, prefigurava una seconda riforma, particolarmente rivoluzionaria nel contesto emiliano: quella legata all’introduzione della libera scelta tra una pluralità di soggetti erogatori, per un ventaglio di servizi che va da quelli alla prima infanzia all’assistenza sociale. Si tratta di una riforma sicuramente più complessa, che dovrà fare i conti con le rigidità presenti nella normativa regionale e con gli interessi corporativi presenti nella città. Il 2010 sarà dunque il banco di prova di queste proposte, il cui orientamento a una cultura della sussidiarietà rappresenta (soprattutto per l’Emilia-Romagna) un elemento di innovazione radicale. Se la scommessa sarà vinta, Parma diventerà a tutti gli effetti un laboratorio del nuovo welfare.

Parma è un bellissimo esempio di come le idee e lo spirito di iniziativa possano superare le rigide regole normative. La sola proposta dell'assemblea aperta a tutti per discutere con i cittadini e raccogliere le loro istanze è qualcosa di molto innovativo che dovrebbe essere valutata anche da altri sindaci, Desenzani compreso. E' molto più facile nascondersi dietro la solita frase "non ci sono i soldi", in questo modo così si evita di prendere decisioni innovative che modifichino lo "status quo". Come abbiamo già detto: a Carpenedolo, prima dei soldi, mancano le idee. Ci auguriamo che il sistema Parma possa avere un rapido successo e diventare un esempio per tutti.

Paolo Spaziani

venerdì 29 gennaio 2010

Quelle toghe sono la vera anomalia italiana

Ieri pomeriggio mentre facevamo zapping in attesa delle partite abbiamo incrociato il dottor Armando Spataro intervistato da Lucia Annunziata sulla Rai. Ci ha colpito subito. Parlava chiaro, usava argomentazioni polemiche efficaci contro il governo, trasmetteva un forte compiacimento di sé e persino una nota di carisma. Ci siamo detti: ecco un ottimo leader per la sinistra. Non ci sarebbe nulla di male, forse si risolverebbe qualche problema del centrosinistra, se non fosse per un dettaglio. Il dottor Spataro è un magistrato. Il suo compito non è contestare i governi e procurarsi consensi, ma amministrare la giustizia. In tutti i Paesi del mondo, un politico brillante e carismatico fa carriera. In tutti i Paesi del mondo, tranne l’Italia, un magistrato che sfrutta il suo carisma per guadagnare consensi e combattere i governi è un problema grave. In Inghilterra i magistrati non vanno in televisione tranne che per eventi eccezionali che riguardano la sicurezza nazionale e l’ordine pubblico. Le immagini dei processi non sono trasmissibili dalle televisioni né riproducibili sui giornali: non solo a tutela degli imputati per un sentimento innato di garantismo, ma anche per una naturale limitazione del protagonismo di chi indossa una toga. Nel nostro Paese Antonio Di Pietro ha costruito il suo consenso trasformando ogni udienza giudiziaria in una puntata di Un Giorno in Pretura. È in questo Paese che i magistrati sono diventati popolari acconsentendo l’ingresso in aula di imputati con le manette ai polsi (chiedere ad Enzo Carra per conferma). È in questo Paese che il pool di Mani pulite ha potuto persino diffondere un videomessaggio a reti unificate per contestare un decreto del governo (chi non ci credesse vada a cercare su Youtube il programma di Antonio Di Pietro, Gherardo Colombo e Piercamillo Davigo nell’agosto del 1994)(...)Oggi in Italia è considerato normale che i pm partecipino alle assemblee di redazione di giornali politici (è capitato con il dottor Antonio Ingroia e il dottor Roberto Scarpinato, presenti al seminario fondativo del Fatto). Oggi in Italia non stupisce che un magistrato passi dall’inchiesta contro alcuni politici ai duelli nei salotti Rai contro quegli stessi politici. Oggi in Italia si accetta che un magistrato si candidi nella stessa circoscrizione elettorale in cui esercita il proprio mandato. In realtà è fuorilegge anche in Italia, ma è accaduto lo stesso con il dottor De Magistris, plebiscitario con 400mila preferenze alle elezioni europee. Questo è un Paese in cui gli slogan dei centri sociali devono il loro copyright al Subcomandante Marcos, a Hugo Chavez e al procuratore generale di Milano. Chi non ci credesse digiti «resistere, resistere e ancora resistere» su Google. Questi pm italiani scrivono sui giornali, imperversano ad «Annozero», pubblicano libri sui loro processi, guadagnando soldi e scusate se è poco. E sono persino riusciti a convincerci che l’anomalia italiana sarebbe la volontà di Berlusconi di continuare a fare politica dopo aver ricevuto il mandato popolare più ampio dal dopoguerra ad oggi. Ecco perché per risolvere questo problema non basta un’interrogazione o un’ispezione ministeriale, bisogna che l’opinione pubblica apra gli occhi e capisca che quando l’inquisitore mette la sua toga sotto i riflettori siamo tutti meno liberi e siamo tutti più insicuri.

(di Salvatore Tramontano- da "Il Giornale" del 23/11/2009)