mercoledì 30 dicembre 2009

Il giusto ordine delle cose

Cari lettori, vi chiederete il perchè di questo titolo proprio al termine di quest'anno che ha visto la riconferma per altri cinque anni dell'amministrazione di centro-sinistra. Non preoccupatevi, non mi sono ammattito tutto d'un colpo.
Ripensando agli ultimi tre anni di impegno politico, all'ultima campagna elettorale e al lavoro che stiamo svolgendo ora con il PdL non possono che essere soddisfatto. Certo che avrei voluto che le elezioni finissero in altro modo, non sarei una persona ragionevole altrimenti. Ma credo anche che, per ottenere i risultati, occorra pazienza e dedizione. Proprio per questo ritengo il 2009 un anno importantissimo che ha visto nascere un nuovo gruppo di amici che hanno deciso di impegnarsi per il bene di Carpenedolo. Nel ringraziamento agli elettori pubblicato subito dopo le elezioni avevo auspicato che l'esperienza elettorale fosse solo il punto di partenza per il "centrodestra del futuro" che poteva nascere solo dall'amicizia e dall'impegno comune. Ora posso permettermi di cambiare la parola "futuro" con la parola "presente" perchè i mesi successivi alle elezioni sono stati un fiorire di entusiasmo e di rapporti umani: l'impegno dei consiglieri nel preparare (anche la domenica!) gli interventi, le interpellanze e le mozioni, la voglia degli altri ragazzi di partecipare alle commissioni, le riunioni del Pdl del 27 novembre e del 12 dicembre scorso e la condivisione di un progetto che vedrà la luce il prossimo anno e che non posso ancora svelarvi. Capite perchè parlo di "giusto ordine delle cose?". Paradossalmente l'essere all'opposizione ci ha permesso di riorganizzarci in modo concreto ed immediato creando un gruppo di persone nuove che ora può veramente costruire il proprio futuro e quello di Carpenedolo. La cartina di tornasole sulla bontà del nostro operato è il comportamento che stanno avendo alcuni esponenti della politica carpenedolese i quali attaccano istericamente il Pdl perchè non hanno potuto utilizzare il partito per i loro soliti giochi di potere. Siamo giovani e accettiamo consigli da coloro che vogliono il bene del nostro paese e intendiamo condividere il nostro progetto con tutti quelli che vorranno impegnarsi con noi. Il tesseramento al Pdl , che sta andando molto bene, è un altro modo per esserci e per far sentire la propria voce e la propria presenza. Per questo vi invitiamo a contattarci (email: cdlcarpenedolo@email.it) e a partecipare alle iniziative di tesseramento che organizzeremo
Concludo ringraziando tutti coloro che, direttamente o indirettamente (anche attraverso le visite al nostro blog), sono parte di questo progetto che nel 2010 continuerà e si migliorerà.
Buon anno a tutti!
Paolo Spaziani
Capogruppo in Consiglio Comunale del Popolo della Libertà

lunedì 28 dicembre 2009

L'appestato culturale

Scrivo questo articolo di getto dopo una breve gita in alcune librerie di Brescia....lo ammetto....ho le ossa rotte....Non tanto per il freddo climatico (che comunque non scherza), ma per il freddo umano che ho potuto sentire su di me entrando in queste librerie e chiedendo la disponibilità di un testo del compianto Gianni Badget Bozzo. In generale mi reco in libreria sapendo già quello che devo acquistare e piano piano trovo i libri da me. Oggi cercavo un libro del 2004, difficile da trovare, e quindi mi sono rivolto ai commessi i quali, in quanto appartenenti a librerie decisamente sinistroidi, mi hanno liquidato in malo modo trattandomi anche male. Direte che esagero... allora vi dico precisamente come è andata.
- Libreria 1 (molto sinistra): il commesso che ho interpellato mi dice che il libro che cercavo non avrebbe mai potuto esserci perchè era del 2004 e la libreria in questione aveva aperto nell'aprile 2009 per cui era inutile anche cercarlo. Domanda: ma un libro, per essere presente in libreria, deve essere stato pubblicato prima dell'apertura della libreria?
- Libreria 2 (meno sinistra come libreria ma molto sinitro il commesso): alla semplice citazione di "Gianni Badget Bozzo", senza nemmeno rivolgermi lo sguardo (sempre rimasto fisso al computer), il commesso mi dice che non tengono nulla di quell'autore. Manco fossi un appestato mi ha liquidato senza nemmeno rispondere al mio "arrivederci".
- Libreria 3 (sinistramente perentoria): il commesso mi dice che il libro non era presente e che Mondadori non lo avrebbe sicuramemte ristampato. Le doti di chiaroveggenza del commesso mi hanno stupito in quanto mi domando come faccia a sapere che il libro non verrà ristampato.
Da questa gita ne sono uscito un pò amareggiato e un pò arrabbiato e mi sono reso conto che è ancora tanta la strada da fare per colmare il gap con la sinistra che ha egemonizzato la cultura degli ultimi decenni e che continua a presidiare i centri di diffusione culturale che hanno nelle librerie il loro epicentro. Libri di Travaglio, di Veltroni, di Oddifreddi non mancano mai e sono sempre in bella vista mentre altri volumi sono, chissà perchè, sempre assenti o, se va bene, relegati in un angolino sperduto delle librerie.
Il desiderio è che ogni uomo di buona volontà, rendendosi conto della situazione, si ribelli pacificamente iniziando ad investire qualche soldino in libri e periodici che non trovano facile diffusione nelle librerie egemonizzate perchè non graditi ad un certa cultura di sinistra.
Mi permetto di darvi alcuni spunti:
- In edicola anche a Carpenedolo potete trovare il settimanale Tempi (2€ ogni numero in uscita ogni giovedì).
- Appena uscito per l'editore Vallecchi l'ultimo bellissimo libro di Camillo Langone "Manifesto della Destra Divina".
- Edito da Mondadori "Rovesciare il '68" di Marcello Veneziani
- Edito sempre da Mondadori "Di Pietro- la storia vera" di Filippo Facci"
I libri citati, se non sono presenti in libreria, sono acquistabili sul sito www.ibs.it
In tempi di crisi: un aperitivo in meno ed un libro in più. Fa bene alla salute e alla mente.
Paolo Spaziani

domenica 27 dicembre 2009

Intervista a Maurizio Lupi dopo la puntata di Annozero

Pubblichiamo l'intervista al Vice Presidente della Camera Maurizio Lupi (Popolo della Libertà) apparsa sull'edizione del 23/12 de "Il Giornale". Lupi commenta la sua partecipazione alla puntata di Annozero.
- Onorevole Lupi, l’altra sera ad «Annozero» che parlava del caso Mills ha detto a Travaglio che non accettava «prediche da un pluricondannato per diffamazione». Lui ha replicato che non era vero, ma poi Santoro vi ha interrotti e ci è rimasta la curiosità di sapere quali sono queste sentenze di condanna.
«Eccole qua, le avevo tra le mani ma Santoro non mi ha fatto spiegare. Travaglio ha subìto due condanne per diffamazione in sede civile. La prima, nella causa intentatagli da Cesare Previti, in cui è stato condannato ad 8 mesi e al risarcimento di 20mila euro. La seconda nella causa per diffamazione contro Fedele Confalonieri e il gruppo Mediaset, dove è stato condannato a pagare oltre 24mila euro. Non so proprio come possa negare. L’ho detto per sottolineare da quale pulpito veniva un sermone di ben 7 minuti contro Berlusconi, senza alcuna possibilità di replica. Che titoli ha Travaglio per parlare, pagato dalla Rai, come se le sue parole fossero Vangelo?».
- Nel corso della trasmissione perché non è riuscito a controbattere?
«Perché così è costruito il programma, al di fuori di qualsiasi regola propria della tv pubblica. Sei, come al solito, uno contro tutti e reclami invano che sia data pari dignità alle diverse opinioni. All’inizio c’è la predica laica di Travaglio che può dire tutto e il contrario di tutto, poi si passa ad altri servizi così non puoi rispondere e alle 23,25, a 5 minuti dalla fine, ecco che viene letta la sentenza Mills per 1 minuto e mezzo, malgrado Santoro avesse detto di non voler entrare nel merito. Per finire, è concessa solo una battuta di 30 secondi ai presenti. Tutto molto, molto scorretto».
- Ma lei, anche se in mezzo alla rissa, di accuse ne ha lanciate parecchie.
«Sono riuscito a dire che se Travaglio loda tanto l’Inghilterra perché lì i politici si dimettono e da noi no, come mai non prende a modello anche il fisco inglese che, dopo tutti gli accertamenti sul caso Mills, ha concluso che l’avvocato non aveva avuto alcuna donazione ma un compenso per prestazione professionale, tanto che lo ha tassato?»

- In trasmissione Franceschini ha detto che i giornalisti devono avere più coraggio per controllare il potere politico.
«Una cosa che mi ha molto preoccupato, perché questo suona come un appello del Pd alla stampa di sinistra perché controlli non tutti, ma i suoi nemici. È la seconda volta che Franceschini lo fa: la prima è stata quando ha invitato l’informazione a controllare le liste del Pdl e si è scatenata la polemica sulle veline, ora un altro appello che dice: “Armatevi e partite”, non per assolvere ai legittimi doveri della stampa, ma per fare campagne di parte»
- Secondo lei «Annozero» è tra quelli che già sono impegnati in questo senso?
«Ormai lo sappiamo, com’è fatto il programma di Santoro. Un’altra cosa scorrettissima, che ho denunciato, è stata la costruzione dei servizi da Bruxelles. Prima quello sugli operai che manifestano per la crisi economica e poi la conferenza stampa di Berlusconi che risponde a Repubblica sulle candidature europee, le veline e la vicenda di Noemi Letizia. Come dire: mentre esplode la disperazione per i problemi gravi, il premier si occupa di questioni leggere, di donne».

mercoledì 23 dicembre 2009

Buon Santo Natale a tutti!


Auguriamo a tutti i nostri lettori un Santo Natale. Lasciamo a queste parole di Mons. Luigi Giussani il commento circa il vero significato del Natale.
Buon Natale a tutti! La notte di Natale chiedete al Signore la grazia che renda la vostra vita testimonianza a Lui, la testimonianza a Dio che diventa uomo. Vi ho già raccontato di Manfredini? Di Monsignor Manfredini, vescovo di Bologna, uno dei più grandi vescovi di questa povera stagione clericale? Una volta stavamo andando in Chiesa alla sera, stavamo scendendo a balzelloni dalla scala perché eravamo in ritardo, e Manfredini mi si è affiancato e mi ha preso il braccio. Allora io glio ho detto:«Cosa vuoi?». «Però, pensa: che Dio si sia fatto uomo, sia nato come un uomo…» ha fatto un passo in avanti, poi è tornato indietro, «è una cosa dell’altro mondo!». E io gli ho detto seriamente:«Eh già, è proprio una cosa dell’altro mondo… in questo mondo». E qual è lo strumento che usa per far capire che è così? La vita di coloro che sono cambiati per questo. La testimonianza della nostra vita cambiata dalla fede. Perciò nel Natale bisogna domandare a Cristo che, avendo incominciato in noi l’opera buona, la porti alla fine. E l’opera buona, la grande opera buona, il più grande valore del mondo, qual è? La testimonianza a Cristo. Se tiri via questo, tiri via ogni senso a tutto ciò che accade, tiri via il senso del mondo. Allora il mondo diventa deserto e vuoto, come dice Eliot.
(Mons. Luigi Giussani- tratto dal libro "Si può vivere così?")

martedì 22 dicembre 2009

Sono Mohamed. Mi hanno rubato il Natale

Salve, sono Mohamed Venez-Janiì, bambino musulmano di anni dieci. Stamattina ero contento di andare a scuola perché dovevamo andare a vedere il presepe e a festeggiare con i canti di Natale. Invece stamattina la maestra ha detto che per rispetto nei miei confronti si resta in classe e non si festeggia Natale. Gesù Bambino è troppo offensivo per noi islamici, ha detto, la Madonna vergine, devota e madre, è un insulto ai diritti delle donne, i Re Magi sono tre offese alla Costituzione repubblicana, gli Angeli sono una presa in giro dei trans, il bue e l’asinello sono un’offesa ai diritti degli animali ridotti a termosifoni della grotta, e il panettone è un insulto consumista alla fame nel mondo. Ma il Natale tutto, ha detto, mortifica quelli come me, che non sono cristiani, ci offende e ci prende pure in giro perché ci riduce nel presepe a beduini, pastori e cammellieri. Ma la maestra non sa che per noi islamici beduini non è un’offesa, e nemmeno pastori e cammellieri. Mio zio è cammelliere e ha pure le capre e io da grande volevo fare il beduino. Comunque Natale non si festeggia per rispetto mio.

La maestra della classe accanto, più furba, ha trasformato il Natale in festa della luce: io non lo so, perché vengo da lontano, ma forse a Natale si festeggia la santa natività dell’Enel. La maestra del piano di sotto, invece, non ha fatto festeggiare e ha spogliato l’albero di tutte le palle luminose perché quattro ladri hanno rubato l’insegna ad Auschwitz; ma non ho capito che c’entra con Gesù Bambino. Non vi dico la rabbia che mi ha preso quando ci ha detto che non si andava più a cantare «Tu scendi dalle stelle» e non si mangiava più il panettone per rispetto di noi islamici. E non solo mi sono arrabbiato perché ci hanno tolto una bella mattinata di festeggiamenti, ma questa cosa che non si festeggia perché ci sono io musulmano mi ha fatto odiare per la prima volta da tutti i miei compagni di classe perché hanno capito che a causa mia e della mia famiglia non si festeggia Natale e non si canta ma si interroga e si fanno i compiti. Mi hanno preso per uno che piange e si arrabbia se gli altri festeggiano, non ama il Bambinello e detesta la Madonna come il Panettone.
Dicono che vengo dalla Rabbia saudita. Non mi invitano più alle feste perché pensano che io sono contrario e gliela tiro. Vedono me, mia madre Fatima e mio padre Alì, come guastafeste e anche un poco terroristi. E invece non è vero: a me piace Natale e a casa mia di solito a Natale si mangia l’Agnellone perché pure per noi è una mezza festa, mi è simpatico il Bambinello, la gente intorno al presepe è tutta delle parti mie, non c’è nemmeno un personaggio padano o inglese. Tutti mediorientali come me. Salvo gli angeli che sono come le hostess degli aerei, vivono in cielo e non hanno una terra loro.

Questa storia che si deve rispettare me che sono islamico mi ha stufato. Il giorno prima della festa di tutti i santi, la mia maestra ha detto che non dobbiamo festeggiare perché si offendono non solo gli islamici, gli ebrei e i non credenti ma pure i protestanti. Poi, d’accordo con il capo d’istituto, ci ha riuniti tutti intorno alla cattedra e ha tolto dal muro il crocifisso. Ha detto che quel segno lì, sperduto sul muro a fianco alla lavagna, che non avevo mai notato, offendeva me e tutti quelli che come me non credono e non pregano per Cristo. A me è dispiaciuto vedere quel poveretto magro magro e già sofferente, pieno di sangue e con quei chiodi conficcati nelle mani e nei piedi, finire in una busta di plastica e andare chissà dove; raccolta differenziata, almeno spero. I miei amici dicevano: ma che ti ha fatto Gesù Cristo, che ha fatto alla tua famiglia? E io non sapevo cosa dire perché non mi aveva fatto niente, non mi offendeva affatto, mi faceva pena. Mio padre ne aveva parlato pure bene, diceva che era un profeta, comunque una brava persona. E non ce l’aveva con noi musulmani né tifava per gli americani anche perché quando c’era lui, non c’erano ancora né l’Islam né l’America.

Ma ora che la maestra ha tolto il crocifisso, l’albero, il presepe, la festa di Natale, i canti e le preghiere perché offendevano me, una mia amichetta ha detto: ma perché sei così incazzuso e ti offendi per ogni cosa che abbiamo e festeggiamo noi? Ma io non mi offendo affatto, è lei, la maestra, che dice così. Ho paura che ci toglieranno pure Pasqua perché offende noi musulmani. Ho paura che si inventeranno qualcosa per toglierci pure le vacanze dell’estate e diranno che non si fanno perché noi musulmani odiamo il mare e preferiamo il deserto. Bugia, a me piace il mare. Io non so perché voi italiani vi vergognate di fare le cose che avete sempre fatto, di far vedere agli altri le cose che vi piacciono da sempre; non volete farci capire che pure voi avete un dio, solo che lo chiamate e lo vedete in altro modo. Ho l’impressione che questa maestra - che legge la Repubblica ma siccome è pluralista, come dice lei, porta a volte in classe l’Unità, Il fatto e Il manifesto - trova la scusa che c’è in classe l’islamico ma è lei che non sopporta il Natale.
Ma poi non dite che lo fate per rispetto del bambino islamico. Smettetela perché se andiamo avanti così, nessuno mi invita più a giocare insieme. Non avete capito che a forza di rispettarmi, mi state escludendo da ogni vostra festa. Comunque ora che non ci sente la maestra dico la parolaccia: Buon Natale.

(di Marcello Veneziani- tratto da "Il Giornale" del 22/12/2009)

domenica 20 dicembre 2009

Diritto allo Studio 2009/2010: lo sfogo di una cittadina

Sul social network facebook è stato pubblicato un commento di una cittadina all'articolo del Vice Sindaco Tafelli apparso sull'ultimo numero di "Vita di Carpenedolo". L'articolo di Tafelli illustra il Piano di Diritto allo Studio 09/10 approvato dalla maggioranza con il nostro voto contrario.
Ecco il commento pubblicato su Facebook:

"Avete letto la "Vita di Carpenedolo"?? molto bello e specialmente molto corretto l'articolo del vice sindaco!!! ha omesso di scrivere solo dei piccoli dettagli:

1) non è vero che sono 10 anni che non aumenta la mensa: nel 2002 si pagava 45 € nel 2008 si pagava 65€.
2) hanno abbassato sì la tariffa pasto, ma lo stesso anno hanno aumentato il fisso.
3) hanno tolto la riduzione del 30% x secondo figlio se non frequenta la stessa scuola quindi chi a un figlio alle elementari e uno all'asilo quasi 40 euro di aumento

Ci voleva Spaziani sindaco!!!!!!!"

Lo sfogo della cittadina riprende alcuni dei rilievi che abbiamo sollevato durante il Consiglio Comunale in cui si è discusso il Piano e che non sono stati presi in considerazione dall'Amministrazione Desenzani. Viene inoltre confermata la malsana abitudine da parte della sinistra di nascondere la realtà che molto spesso è ben diversa da quella che ci vogliono far credere. Il nostro gruppo consigliare lavora e lavorerà per evitare che queste situazioni si ripetano consci del fatto che, allo stato attuale, la maggioranza di centrosinistra non ha mai dato ascolto alle nostre richieste bocciando ogni nostra proposta a causa di un atteggiamento ideologico e preconcetto .
Paolo Spaziani

venerdì 18 dicembre 2009

Perchè l'antiberlusconismo è il rifugio degli sfigati


Il "Foglio" di questi ultimi giorni sta regalando articoli bellissimi, di una chiarezza difficile da trovare nel panorama giornalistico italiano. Ecco l'articolo di Daniele Raineri che spiega quale sia la vera motivazione dell'antiberlusconismo duro e puro.
"Domenica l’antiberlusconismo duro si è rivelato per quello che è: il culto consolatorio degli sfigati. Il lanciatore di duomi è marchiato della sua italianissima, sciagurata normalità color sfiga. Roba che stringe il cuore solo a sentirla, anche avendola già sentita mille volte. Molla l’università. Grazie al cielo, papà lo prende a lavorare in ditta. Centocinquanta passi ogni mattina fino al bar Principe di Cesano Boscone, altri novanta fino all’edicola. La madre che lo chiama con il diminutivo. Sabato la pizza con gli amici. Domenica l’appuntamento a Milano con la ragazza straniera- sostiene lui, e siamo in pieno Carlo Verdone, che però poi è saltato- ovvio. E allora che c’è, che rimane? C’è almeno che si può detestare Berlusconi, bersaglio largo che va bene per tutti i gusti e le stagioni senza fare attivismo politico, per carità, che magari ci vorrebbero anche un paio di idee da farsi venire e servirebbero motivazioni da esporre. Qui l’idea più avanzata e complessa dell’antiberlusconismo è: “Non lo sopporto”, il grido di vendetta dei dannati di Cesano Boscone. Senza causa, senza bandiera e magari per soprasfiga senza più patente, condannati alla polemica mattutina con la cassiera del bar. “Quello sta rovinando il paese”, ma non prima di aver giocato una scommessa- vedi mai la botta di culo che cambia la vita, che in un amen sparisce il risentimento e appare sul serio la ragazza straniera. Senza mandante nemmeno, perché l’antiberlusconismo puro non è la congiura dei poveri, arriva dritto dalla bocca piena di pollo fritto dello zio scapolo e mugugnone al pranzo di famiglia. E dopopranzo tutti a cliccare su facebook, tiè, chi odia Berlusconi aggiunga pure una riga di penna qui, sulla porta del cesso. Piove, governo ladro, piove sul bar e piove sull’edicola, dove i giornali non smettono il loro borborigma astioso, allora sai che c’è? Che domenica prendo il metro e vengo da te". (Daniele Raineri)

mercoledì 16 dicembre 2009

I cattofarisei che lapidano il Cavaliere

Questo articolo di Camillo Langone, oltre ad essere bellissimo, calza proprio a pennello anche ad un certo ambiente cattofariseo di Carpenedolo. La domanda che ci sorge spontanea è la seguente: chissà se coloro che a Carpenedolo si professano, a tutti i livelli, difensori della pace, della solidarietà, dei più deboli avranno il coraggio di esprimere la VERA solidarietà al Presidente del Consiglio e di condannare il gesto vergognoso di domenica. Chissà se lo zelo mostrato da personaggi piò o meno autorevoli per attaccare il Governo verrà replicato per condannare il gesto contro il nostro Presidente del Consiglio. Nei prossimi giorni lo vedremo....

Ecco a voi l'articolo. "Io, che da molti anni non faccio la comunione, mi domando come possano accostarsi all’altare Rosy Bindi, Ignazio Marino e Marco Travaglio. San Paolo dice che “chiunque in modo indegno mangia il pane o beve il calice del Signore, mangia e beve la propria condanna”. Perciò, trovandomi da lunga pezza irriconciliato e posseduto da cattivi sentimenti, cerco di non peggiorare la mia situazione. Loro invece sono convinti di farla franca e contemporaneamente adorano la vittima e aggrediscono la vittima. Mi domando come non si rendano conto che Silvio Berlusconi dalla faccia massacrata è Gesù Cristo flagellato e coronato di spine dopo essere stato picchiato (proprio in volto) durante l’interrogatorio del Sinedrio. Due maschere di sangue perfettamente sovrapponibili.
La Chiesa “riconosce il volto di Cristo nei tratti di ogni persona che soffre”: Giovanni Paolo II e Benedetto XVI lo hanno ripetuto, San Camillo e Madre Teresa lo hanno praticato, ma Rosy Bindi e i suoi accoliti no, loro sono i cuculi della Chiesa cattolica, si sono serviti dell’istituzione per ottenere voti, stipendi, collaborazioni, raccomandazioni, e calpestano colui che l’ha fondata, e lo calpestano pubblicamente, fieramente. Per Bindi il rinnegamento precede di molto il presente canto del gallo, inizia al momento dell’ingresso in politica con un nome d’arte capace di far dimenticare la Maria Rosaria del battesimo. A differenza di San Pietro, in Rosy o come caspita si chiama non si avverte la minima resipiscenza: dopo il sangue di piazza Duomo non ha pianto amaramente, anzi ha colto l’occasione per infierire. Proprio lei, già vicepresidente dell’Azione Cattolica senza la quale oggi sarebbe un’oscura professoressa.
Il cattoabortista Ignazio Marino, Intervistato da La7, ha dichiarato con faccia compunta ed eccezionale collo torto che sarebbe opportuno non tirare soprammobili in faccia ai presidenti del consiglio, certo, ma che però “toni forti e violenti spesso sono venuti dal centrodestra”. Una logica nauseante che avrà imparato non a catechismo ma dagli avvocati degli stupratori: la donna provocava, vestiva abiti succinti. Una logica da fariseo: se Gesù non avesse cacciato i mercanti dal tempio, con una sferza di cordicelle e rovesciando i banchi, e quindi con una certa dose di forza e di violenza, non sarebbe mica finito in croce; se Berlusconi ci avesse consegnato tutte le Eluane, e si fosse ritirato in Costa Smeralda a contare i soldi, oggi avrebbe ancora tutti i suoi denti in bocca.
Mentre Bindi e Marino appaiono in modo abbastanza netto clericali non credenti, il caso Travaglio è diverso. L'animatore di quel giornale per ossessionati, che è il Fatto , frequenta la molto estetica messa tridentina. So bene che alle messe cattoprotestanti delle parrocchie chitarristiche ci va anche gente che crede soprattutto nella televisione, ma non capisco perché un uomo si debba consumare le ginocchia ubbidendo al messale di Pio V se non percepisce la presenza di Cristo in mezzo a noi. Non riesco a farmene una ragione. Com’è possibile che il gregoriano, il latino, l’organo a canne, l’incenso vadano così sprecati? E tutte le prediche sul non scagliare la prima pietra, sul non giudicare per non essere giudicati, sul preoccuparsi della propria trave piuttosto che dell’altrui pagliuzza? Parole al vento: Travaglio ha minimizzato il sangue di Milano definendolo “incerto del mestiere” e continuando a ripetere che il vero violento è il violentato. Bindi, Marino e Travaglio, idoli di un popolo facebookiano eccitato dal sangue come gli antichi romani nei circhi, sono pagani che fanno la comunione, e non so dove trovino il coraggio." (Camillo Langone)

lunedì 14 dicembre 2009

Aggressione a Berlusconi: il comunicato del Pdl Carpenedolo


Aggressione al Presidente Berlusconi:
la piazza violenta (e criminale) della sinistra

Il Popolo della Libertà di Carpenedolo condanna la gravissima aggressione al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e invita tutti i cittadini a prendere coscienza del pericolo al quale sta andando incontro la nostra democrazia. L’aggressione al Presidente Berlusconi aggiunge un nuovo inquietante strumento di lotta politica, uno strumento che pensavamo ormai superato anche dalle frange più estreme dello schieramento politico: lo strumento della violenza. Soltanto qualche giorno fa davano del pazzo a chi intravedeva un clima da guerra civile in Italia, l’aggressione di ieri ha dimostrato inequivocabilmente che la strategia in atto è proprio quella. Lo dimostrano le parole di Antonio Di Pietro subito dopo : «Io non voglio che ci sia mai violenza, ma Berlusconi con i suoi comportamenti e il suo menefreghismo istiga alla violenza». Come se non bastassero le vili parole di Di Pietro, il Presidente del Partito Democratico Rosy Bindi ha rincarato la dose invitando il Premier a non fare la vittima. Queste sono affermazioni gravissime in quanto tendono a giustificare un gesto vergognoso che deve essere condannato senza la minima esitazione.

I responsabili politici dell’aggressione a Berlusconi, così vile e così odiosa, sono noti a tutti. Hanno invocato la piazza e la violenza, e la violenza è arrivata, ma la più grande violenza è la menzogna di coloro che vogliono farci credere che l’anomalia italiana è Berlusconi e non invece i nemici della democrazia che pretendono di incarnare in questo paese il bene e la giustizia e oggi come ieri altro non sono che fanatici o terroristi che vogliono sovvertire l’esito elettorale con l’odio e la violenza.

Il Popolo della Libertà di Carpenedolo è pronto ad aderire a tutte le iniziative che il partito valuterà opportune per esprimere solidarietà al nostro Presidente e ribadire come la libertà sia il bene più grande per ogni uomo. Tanti auguri, Presidente.

Maurizio Zonta- Portavoce del Popolo della Libertà
Paolo Spaziani – Capogruppo in Consiglio Comunale del Popolo della Libertà

domenica 13 dicembre 2009

Forza Presidente!! Il Pdl Carpenedolo è con te!


Poco fa il nostro Presidente del Consiglio è stato oggetto di un'aggressione da parte di un uomo di
42 anni che ha scagliato contro di lui un oggetto contundente procurandogli lesioni al viso.
Non ci sono parole per manifestare in maniera adeguata lo sdegno per questo gesto frutto della campagna di odio che ormai da mesi (anzi da anni) colpisce Silvio Berlusconi. Cosa credevano di ottenere i vari giornali di sinistra e i vari politici intenti ad invocare lo scontro di piazza?
Cosa pensavano di ottenere coloro che inneggiano sul web all'uccisione del Premier?
Purtroppo per loro, ma per fortuna per l'Italia, Silvio Berlusconi è in buone condizioni e siamo certi sarà ancora più determinato di prima.
Questo gesto dimostra, una volta di più, di come Berlusconi rappresenti una minaccia per coloro che non sopportano la sua capacità di fare, il suo amore per l'Italia e il suo senso di responsabilità nei confronti degli italiani. E gli incapaci, che non sopportano una persona così nè tantomeno sono in grado di proporre alternative valide, non possono che seminare odio che sperando che qualcuno, prima o poi, faccia fuori l'avversario per riprendere il potere.
Come spieghereste altrimenti le seguenti affermazioni di Di Pietro?
"Se il governo continua ad essere sordo ai bisogni dei cittadini, si andrà allo scontro di piazza, e lì ci scapperà l'azione violenta"
A commento dell'aggressione ha dichiarato: "Berlusconi istiga alla violenza."
Mi vergogno di certa gente, mi vergogno del livello infirmo in cui si è sprofondati e che ha condotto al gesto di stasera. Il Pdl Carpenedolo è vicino al nostro Presidente, grande baluardo di libertà.

Paolo Spaziani
Capogruppo consiliare del Popolo della Libertà.

venerdì 11 dicembre 2009

Mauro Parolini. Una strada insieme


Domani, sabato 12 dicembre, l'ing. Mauro Parolini, Assessore ai Lavori Pubblici della Provincia di Brescia, sarà a Carpenedolo per presentare la propria candidatura alle Elezioni Regionali 2010.

L'incontro si terrà presso l'ex sala consiliare di Via Corradini alle ore 15.30.

Il Pdl Carpenedolo offre ai cittadini la possibilità di incontrare e dibattere con coloro che rappresenteranno Brescia alle prossime elezioni regionali nelle liste del Popolo della Libertà. Riteniamo questa un'occasione importante per continuare in questo lavoro di rinnovamento del centrodestra carpenedolese che non può prescindere dal coinvolgimento della cittadinanza su tutto ciò che interessa il nostro territorio.

Paolo Spaziani
Capogruppo consiliare del Popolo della Libertà

Diversamente stronzi

Non intendo aggiungere un’altra voce superflua al coro di biasimo nei confronti del presidente della Camera Gianfranco Fini per aver qualificato con una parolaccia chi dice cose spiacevoli degli stranieri e degli immigrati. Più che di un problema di dignità della carica osserverei quanto segue. Il ricorso ormai generalizzato al turpiloquio sta facendo sì che l’uso di una terminologia discreta, anzi addirittura letteraria, stia diventando di straordinaria efficacia. Provare per credere.
Invece di dire a qualcuno che vi sta sulle scatole (eufemismo) o che vorreste prenderlo a calci nel sedere (traduzione eufemistica di una battutaccia usata, a quanto pare, in un Consiglio dei ministri), provate a dire qualcosa del genere: «Lei mi ha definitivamente stufato», «la prego cortesemente di togliersi di torno». L’effetto sarà dirompente. Infatti, un simile linguaggio è tanto inusuale che l’interlocutore resterà di sasso e non troverà la misura giusta per reagire.Ma c’è un’altra questione di merito assai più interessante. La stampa informa che Fini si è espresso esattamente così: «Chi dice che gli stranieri sono diversi è uno stronzo». Ebbene, se Fini mirava a colpire i razzisti e gli xenofobi ha sbagliato completamente bersaglio e ha incautamente offeso antirazzisti e xenofili.
Da tempo “diverso” non è un’offesa, bensì il supremo complimento negli ambienti a prova di bomba in termini di tolleranza. “Diverso” è la cosa più bella e nobile. Chi sarebbe oggi talmente sciocco da non voler essere “diverso”? Tempo fa fui invitato in una scuola per una manifestazione contro il razzismo e l’antisemitismo, di assoluto stampo democratico e politicamente correttissima. Quando fu il mio turno di parlare agli studenti il preside mi presentò così: «E ora siamo ansiosi di sentire il punto di vista di un “diverso” come il professor Israel…». Invero, per un istante pensai di mandarlo a quel paese, ma compresi subito che se avessi interpellato il poveretto con uno stentoreo «stronzo», egli sarebbe a dir poco scoppiato in lacrime… Lui voleva farmi un complimento. Perché oggigiorno “diverso è bello”. È l’omologazione che è orrenda. Siamo tutti “diversi”, un ebreo è “diverso”, ma anche un cattolico è “diverso”: “diverso” dagli altri, che sono “diversi” da lui. Un malato è “diverso” non meno di una persona sana.
Del resto, come viene definita una persona che ha una menomazione, con rispetto parlando, del tipo essere paralizzato alle gambe? Non certamente come un “disabile” – Dio ne scampi – ma come un “diversamente abile”. Personalmente mi sentirei preso in giro se, essendo cieco, mi definissero così: ma so di non aver assimilato i princìpi della correttezza politica. Tuttavia, per quanto non mi ci trovi a mio agio, sono perfettamente consapevole che, secondo la vulgata corrente, viviamo in un mondo di “diversità”, che per questo è bello. Mi sembra un modo elegante di tradurre il vecchio detto «il mondo è bello perché è vario», ma so che questo è un pensiero ignobile.In conclusione, dispiace dirlo, ma Fini appare disinformato (anzi, “diversamente” informato) e fermo a significati lessicali desueti. Se dovessi dargli un rispettoso e sommesso consiglio, direi che la prossima volta dovrebbe usare anziché la parola “stronzo”, la locuzione “diversamente intelligente”, e naturalmente riferirla a chi è tanto malvagio da non ammettere che anche gli stranieri sono dei “diversi”. Si potrebbe osservare che, per ragioni di coerenza e di rispetto nei confronti degli stronzi, gli individui intelligenti potrebbero essere chiamati “diversamente stronzi”. Ma anche questo è un pensiero ignobile e politicamente scorretto.
(di Giorgio Israel- tratto da "Tempi")

giovedì 10 dicembre 2009

La menzogna da chi meno te lo aspetti

E' normale che ogni partito tiri l'acqua al proprio mulino attaccando politicamente l'operato della coalizione opposta. Ci sta, è nel gioco delle parti. Non è invece normale, anzi è gravissimo, che persone reputate a fare altro decidano in autonomia di fare politica sfruttando la propria posizione.
Non solo. Infatti le affermazioni che ho sentito con le mie orecchie nei giorni scorsi oltre ad essere state dette da un soggetto che, ripeto, dovrebbe occuparsi di ben altro, sono anche menzognere.
Affermare che la Finanziaria 2010 toglie gli aiuti alle persone bisognose è una falsità e chi lo ha detto lo sa bene, anzi benissimo. Sarebbe molto interessante che queste affermazioni fossero supportate da documentazione e dati che ovviamente non ci sono. Inoltre, come tutti sanno, la Finanziaria 2010 è in corso di discussione in Parlamento e potrà ancora essere suscettibile di parecchie modifiche per cui, dare un giudizio oggi, è quantomeno affrettato e strumentale ad una polemica politica che deve essere comunque lasciata a coloro che fanno politica.
Capisco anche che ad ogni favore debba corrisponderne un altro di pari valore, ma questo baratto basato sulla menzogna non rende onore al nostro paese. La malafede, l'abuso della propria posizione sono quanto di più irriguardoso ci possa essere nei confronti di quei cittadini che desiderano ascoltare parole di verità e invece vengono presi in giro per semplici giochi di potere.
E' finito il tempo in cui si poteva dire e fare tutto quello che si voleva perchè non c'era nessuno che si ribellava. Ora c'è qualcuno che ascolta ed è pronto, a tempo debito, ad informare tutti i cittadini.
Paolo Spaziani

martedì 8 dicembre 2009

La lettera di Caffarra alla Giunta Regionale dell'Emilia Romagna

Pubblichiamo la lettera del cardinale Caffara alla Giunta Regionale dell'Emilia Romagna la quale ha proposto un progetto di legge per equiparare matrimoni e convivenze di vario genere. Non pensate che questo argomento non ci tocchi.... Vi ricordo infatti che nella precedente tornata amministrativa alcuni consiglieri comunali di Carpenedolo avevano proposto l'istituzione di un registro comunale delle unioni civili. Consiglio anche a loro la lettura di questa stupenda lettera di Caffarra.
Onorevoli Signori,

è la mia coscienza e responsabilità di cittadino, di cristiano, e di vescovo che mi induce a rivolgervi questo appello.
Come molti cittadini della nostra regione, ho letto il Progetto di legge di iniziativa della Giunta Regionale pubblicato sul Supplemento speciale del Bollettino Ufficiale [n° 274 – 11 novembre 2009]. Il comma 3 dell’art. 42 pone sullo stesso piano singoli individui, famiglie e convivenze nell’accesso dei servizi pubblici locali.
Nell’omelia pronunciata in S. Petronio il 4 ottobre u.s. dissi che chi non riconosce la soggettività incomparabile del matrimonio e della famiglia «ha già insidiato il patto di cittadinanza nelle sue clausole fondamentali». E’ ciò che fareste, se quel comma fosse approvato: un attentato alle clausole fondamentali del patto di cittadinanza. (...) L’approvazione eventuale avrebbe a lungo andare effetti devastanti sul nostro tessuto sociale. Il matrimonio e la famiglia fondata su di esso è l’istituto più importante per promuovere il bene comune della nostra regione. Dove sono erosi, la società è maggiormente esposta alle più gravi patologie sociali.
La prima erosione avviene quando si pongono atti che obbiettivamente possono far diminuire la stima soprattutto nella coscienza delle giovani generazioni, dell’istituto del matrimonio e della famiglia. E ciò accadrebbe se al matrimonio e alla famiglia, così come sono costituzionalmente riconosciuti, venissero pubblicamente equiparate convivenze di natura diversa. Vi prego di riflettere seriamente sulla responsabilità che vi assumereste approvando quella norma.
Parlare di discriminazione in caso di non approvazione non ha senso: se è ingiusto trattare in modo diverso gli uguali, è ugualmente ingiusto trattare in modo uguale i diversi. Non sto dando giudizi valutativi di carattere etico sulla diversità in questione. Sto parlando della logica intrinseca ad ogni ordinamento giuridico civile: la giustizia distributiva è governata dal principio di proporzionalità. Inoltre, coll’eventuale approvazione del comma suddetto obbiettivamente voi dareste un contributo alla credenza falsa e socialmente distruttiva che il matrimonio sia una mera “convenzione sociale” che può essere ridefinita ogni volta che così decida una maggioranza parlamentare.
Il matrimonio è una realtà oggettiva sussistente in una unione pubblica tra un uomo e una donna, il cui significato intrinseco è dato dalla sua capacità di generare, promuovere e proteggere la vita. Volete assumervi la responsabilità di porre un atto che per sua logica interna muove la nostra Regione verso una cultura che va estinguendo nel cuore delle giovani generazioni il desiderio di creare vere comunità famigliari?
Qualcuno potrebbe pensare che il comma in questione è una scelta di civiltà giuridica: estende la sfera dei diritti. Dato e non concesso che così fosse, ogni estensione dei diritti deve essere pensata nell’ambito del dovere fondamentale di difendere e promuovere il bene comune. Se così non fosse, si costruirebbe e favorirebbe una società di egoismi opposti. Credo di poter dire che nulla è più contrario alla nostra tradizione emiliano-romagnola, anche di governo, di questa visione della società(....).

Onorevoli Signori,
vi chiedo di accogliere questo appello, di riflettere seriamente, prima di prendere una decisione che potrebbe a lungo termine risultare devastante per la nostra Regione. Dio vi giudicherà, anche chi non crede alla sua esistenza, se date a Cesare ciò che è di Dio stesso.
Assicurandovi la preghiera quotidiana per il vostro alto ufficio, vi ringrazio fin da ora dell’attenzione che vorrete prestarmi.

Bologna, 1 Dicembre 2009

domenica 6 dicembre 2009

Per gli antiberlusconiani i numeri sono un'opinione


Una volta la sinistra ci aveva abituato ad aggiungere uno zero al numero dei partecipanti delle loro manifestazioni e tutti lo sapevano per cui era facile fare la tara e usciva il peso netto con facilità. Non occorreva nemmeno andare a guardare le cifre fornite dalla Questura locale, si toglieva uno zero e con questo ci si era certi di avvicinarsi alla realtà.
Gli organizzatori del " no B. day " hanno esagerato un pochino, non solo hanno aggiunto uno zero ma hanno anche moltiplicato per 1,7.
Insomma, morale della favola, ne è uscita la cifra di 1.500.000 di partecipanti, mentre la Questura di Roma da il numero di 90.000 partecipanti.
Che il trebbiatore molisano esagerasse in tutto lo si sapeva da sempre ma che arrivasse anche ad imbrogliare così palesemente sulle cifre dei partecipanti !!!!!!!!
Ora saranno felici. Felici di avere speso un sacco di €urini (150.000) per far vedere che sono la minoranza del Paese e cercare di convincere la maggioranza che loro sono i buoni mentre il centrodestra sono i cattivi.
Se li avessero donati per il terremoto in Abruzzo ci usciva la riparazione di almeno un paio di case o tre casette prefabbricate.
Ma a parlare sono buoni tutti, i cattocomunisti e compagni in particolare, è il fare che non gli viene bene o non sono proprio capaci.

sabato 5 dicembre 2009

Per un lettore un pò "polemico"

Caro lettore,

possiamo comprendere che sia stata una sorpresa leggere ciò che è accaduto in consiglio nella serata di giovedì ma non trovo corretto il tuo modo di buttare in vacca ciò che è accaduto. Tu affermi che l'opposizione ha fatto il suo dovere votando per la riproposizione delle osservazioni corrette. Bene, concordo con te poichè tutti i consiglieri, di maggioranza ed opposizione, devono concorrere allo stesso obiettivo: il bene dei cittadini. Tuttavia questo comportamento costruttivo dell'opposizione non è assolutamente scontato, basti pensare a cosa succede con la sinistra all'opposizione in Parlamento: l'atteggiamento propositivo è stato sostituito da una "lotta contro", da un sistematico lavoro di denigrazione con l'unico obiettivo di screditare l'avversario. Per questo ritengo molto importante evidenziare quanto avvenuto in Consiglio e mi spiace che la tua presunzione (unita forse ad pò di risentimento) tenda a sminuire il valore di quanto fatto.

Tu affermi inoltre la necessità che gli argomenti vengano trattati da tutti in modo competente. Concordo anche su questo infatti il nostro Gruppo lavora in modo sistematico per essere sempre documentato su tutto ciò che viene discusso. Basti pensare al bellissimo intervento del consigliere Carleschi sul diritto allo studio o ai dibattiti piuttosto tecnici in materia di bilancio. La competenza di ogni consigliere è patrimonio del paese, per questo non ci siamo mai azzardati ad attribuirci la paternità di un intervento, "facendo a gara" a chi è più bravo.

Ti consiglio di partecipare ai prossimi consigli comunali, forse ti ricrederai e ti accorgerai di come non è scontato essere all'opposizione e lavorare per il paese senza farsi prendere dalla tentazione di "essere contro" tanto per esserlo.

Paolo Spaziani

P.S Ieri sera è stato approvato il PGT, ne parleremo nei prossimi giorni.

venerdì 4 dicembre 2009

Caos notturno in Consiglio: il PGT salvo grazie alle minoranze

Sono appena tornato dal Consiglio Comunale che si è concluso tra la confusione dell'attuale maggioranza la quale è incappata in un incidente di percorso durante l'approvazione delle osservazioni al PGT. Il Consiglio sembrava filare via liscio quando, ad un certo punto, un intervento della minoranza ha evidenziato al Sindaco un errore commesso in sede di accoglimento parziale da parte dell'Amministrazione Desenzani di alcune osservazioni al PGT.
Vista l'ora (sono l'una e trenta di notte) salto il dettaglio del problema e passo agli sviluppi della vicenda. Il Sindaco, accortosi dell'errore, riunisce i consiglieri di maggioranza e decide di proporre al Consiglio di ritirare le votazioni già effettuate per procedere domani a nuova votazione delle stesse con le osservazioni al PGT modificate senza errori. Per il ritiro delle votazioni effettuate è pero necessaria l'unanimità.
A questo punto è prevalso nelle minoranze il senso di responsabilità al fine di non danneggiare cittadini che avrebbero subito un trattamento diverso rispetto a quello riservato a coloro le cui osservazioni dovevano ancora essere discusse e quindi avrebbero potuto essere votate nel modo corretto. Pertanto abbiamo annunciato il nostro voto favorevole a ritirare le votazioni già effettuate.
Il Consiglio si è chiuso con il Sindaco in evidente difficoltà. Mentre le minoranze si salutavano in attesa di ritrovarsi domani sera la maggioranza era ancora riunita per risolvere il caos venutosi a creare per un errore che è veramente inspiegabile come possa essere passato inosservato.
Vi aggiorneremo sugli sviluppi. Buona notte.
Paolo Spaziani

mercoledì 2 dicembre 2009

Intervista esclusiva a Roberto Formigoni


«Non voglio augurare del male a nessuno ma se in Italia c'è una giustizia stanno per arrivare avvisi di garanzia ai presidenti di regione, ai sindaci, ai presidenti di provincia di tutta la pianura padana». Con queste parole il Presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, commenta l'avviso di garanzia ricevuto.

Clicca sul link qui sotto per vedere l'intervista esclusiva al Presidente della Regione Lombardia.

http://www.radioformigoni.it/index2.php?option=com_mgmedia2&mode=popup&playerid=abcd34f201c9445013838e557f058ac1&no_html=1