mercoledì 14 marzo 2012

Tassa Rifiuti senza Iva. Interpellanza sui rimborsi ai cittadini

La tariffa rifiuti non deve essere assoggettata a Iva. Si tratta infatti di un’entrata tributaria che, in quanto tale, non può mai costituire il corrispettivo di un servizio reso. Questo è quanto ha ribadito la Corte di Cassazione, con la sentenza 3756 del 9 marzo scorso, in aperto contrasto con la tesi espressa dal Dipartimento delle politiche fiscali, nella circolare n. 3 del 2010.

Con quest’ultimo documento di prassi, le Finanze avevano tentato di bloccare le istanze di rimborso dei contribuenti rilevando la continuità esistente tra la Tia1 (articolo 49, Dlgs 22/1997) e la Tia2 (articolo 238, Dlgs 152/2006). La Tia2 è stata, infatti, dichiarata entrata patrimoniale, soggetta a Iva, con la disposizione interpretativa di cui all’articolo 14, comma 33, Dl 78/2010. Senonché, proprio questa tesi è stata smentita dall’ultima pronuncia della Cassazione che apre la strada ai rimborsi: i cittadini potranno dunque chiedere il rimborso dell'Iva pagata.
 
Il nostro gruppo presenterà una interpellanza per chiedere al Sindaco Desenzani di illustrare come l'amministrazione intende informare i cittadini circa tempi e modalità di rimborso dell'Iva.
 
Paolo Spaziani  

giovedì 8 marzo 2012

La pacatezza da buon cristiano del ministro Riccardi

La prossima volta il ministro della Cooperazione Andrea Riccardi farà meglio a coprirsi la bocca come fanno i calciatori che non vogliono essere squalificati. Il ministro vicino a Casini dà voce all’antiberlusconismo. Ma si è già pentito e chissà che non sia troppo tardi. Alla collega Paola Severino - che gli faceva notare l’annullamento del vertice Monti-Alfano-Bersani-Casini - commentava indignato: «Questi qui vogliono solo strumentalizzare, è lo schifo della politica». Poi aggiunge: «Alfano voleva solo creare il caso. Ma quei tempi sono finiti, loro hanno dei problemi nel trovare l’accordo sulla legge elettorale». Un lancio di agenzia buono per scatenare un putiferio e l’indignazione del Pdl. Ma prima del terremoto mediatico arrivavano le scuse ufficiali su indicazioni del premier Monti. «Si è trattato di battute estrapolate nel corso di una conversazione informale, captate a distanza da alcuni giornalisti e non riportate nella loro interezza né nel loro genuino contesto, tanto da apparire forzate. A tali battute non si può attribuire pertanto alcun valore di giudizio personale. Mi scuso se qualcuno si possa ritenere offeso. Ho sempre avuto con l’onorevole Alfano un rapporto cordiale e sincero». Troppo tardi. Il Pdl alza la voce e ne ha ben donde. Il professor Brunetta torna a usare la bacchetta: «Parole pesanti. Al ministro pro tempore Andrea Riccardi dico che tutte le opinioni sono lecite, ma il disprezzo della politica è anche il disprezzo della democrazia. Inoltre, un ministro in carica che non ha mai ricevuto alcun mandato popolare farebbe bene a misurare anche quello che pensa...». Prima delle scuse era arrivata, su Twitter, la dura presa di posizione di Maurizio Gasparri che consigliava a Riccardi di dedicarsi ad altro. «Riccardi smentisca le parole inaccettabili attribuitegli o si dimetta immediatamente». Al vice capogruppo Pdl alla Camera Maurizio Bianconi preme ribadire «che Angelino Alfano si è comportato da vero segretario di un grande partito. E che le dietrologie del ministro Riccardi ne definiscono capacità, personalità e interessi rappresentati. Se gli fa tanto schifo la politica si dimettesse pure, non sa quanto schifo fa a molti di noi essere costretti a votargli la fiducia. Nessun bravo italiano ne sentirà certamente la mancanza». «Se al ministro Riccardi facciamo schifo può benissimo prendere definitivamente le distanze da noi dimettendosi. In caso diverso metterebbe in evidenza una straordinaria dose di doppiezza e di opportunismo continuando a fare il ministro col voto di chi disprezza» aggiunge Fabrizio Cicchitto. Meno elegante il tono del deputato Guido Crosetto: «A me non fa schifo Riccardi. Sarà forse dovuto al fatto che non lo conosco. Ma se anche lo conoscessi e per ventura mi facesse schifo, non ingloberei nel giudizio che ho su di lui tutto il mondo del volontariato. A lui, sedicente cattolico, consiglio di rileggere cosa dice della politica al di là delle miserie umane di quanti possano provare a viverla. E questi sarebbero i tecnici rappresentanti dell’area cattolica! Gli consiglio di tornare a occuparsi di cose che non richiedano tolleranza, buon senso, capacità di ascolto. Ma intanto, da pessimo cattolico, ho pietà di lui».

lunedì 5 marzo 2012

Scuola Materna Maria Immacolata: la lettera al Megafono del consigliere Carleschi

Gentile direttore, con questa lettera desidero esprimere pubblicamente la mia modesta opinione riguardo la Scuola Maria Immacolata, in quanto, esaminando la questione oggettivamente e senza pregiudizi,  non mi capacito del perché ogni anno qualcuno insista nel voler fare notizia con le iscrizioni alla Scuola dell’Infanzia Maria Immacolata.   La Scuola Maria Immacolata è paritaria ed ha diritto per legge ad un contributo da parte dell’Amministrazione Comunale. Perché discutere dunque del contributo?   La Scuola Maria Immacolata è evidentemente un ente educativo con principi cattolici. Sappiamo tutti benissimo che la maggioranza degli stranieri residenti a Carpenedolo e con figli in età scolare  non  è cattolico. Per quale motivo un non cattolico dovrebbe voler iscrivere il proprio figlio in una scuola, che fonda il proprio insegnamento sui principi cattolici? È più ragionevole che lo iscriva alla scuola statale, dove è previsto l’esonero dall’ IRC (insegnamento della religione cattolica), scelta peraltro effettuata da tutti quegli alunni che non sono di confessione cattolica e che per questo scelgono la scuola pubblica laica. Non andremmo forse a ledere la loro libertà se imponessimo loro di iscriversi alla scuola cattolica? Non gli faremmo forse sentire maggiormente  il peso dell’essere stranieri e per questo della necessità di essere, concedetemi il termine,  “spalmati” su tutte le scuole? I pochi stranieri cattolici, che vogliono far frequentare ai propri figli la  Scuola Maria Immacolata sono liberi di farlo. Perché discutere dunque degli stranieri nella Maria Immacolata?   La Scuola Maria Immacolata è paritaria, ma privata. Come tutti gli enti o associazioni ha un proprio statuto ed un proprio regolamento. Se tale ente ritiene che le modalità attuali di iscrizione siano le più trasparenti ed eque, per quale motivo dovrebbe modificarle? Qualcuno dall’esterno ha il diritto di chiederne la modifica? Si possono fare quattro chiacchiere sulla questione, ma non esiste alcun diritto ad obbligare la scuola a fare delle modifiche. Perché discuterne dunque?   Se un genitore desidera tanto fortemente l’accesso del proprio figlio nella scuola cattolica, tanto da sacrificare giorni e notti, che diritto ho io di criticarlo? Fa forse del male a qualcuno? La libertà dell’individuo arriva fin dove il suo comportamento non è lesivo della libertà altrui. Il genitore, il nonno, lo zio, lì fermo in fila, lede qualcuno? Tanto di cappello a chi mostra tanta tenacia e, pur di raggiungere il proprio obiettivo, è disposto a sacrificarsi.   E infine, diciamolo chiaro: l’Amministrazione Comunale, per creare i 39 posti scuola statali, offerti oggi dalla Maria Immacolata, dovrebbe accollarsi una spesa ben superiore al contributo che, PER LEGGE, deve alla scuola paritaria. Non vedo neppure il danno fatto ai cittadini carpenedolesi, anzi…..   Allora, di cosa stiamo parlando? La questione della Scuola Maria Immacolata mi sembra proprio lo sterile tentativo di creare una polemica, il modo per riempire la prima pagina di un giornale locale.   Lasciamo che i bambini frequentino la scuola scelta dai loro genitori e lasciamo che gli insegnanti svolgano con tranquillità il loro lavoro, ognuno coerentemente ai principi della scuola in cui opera, per il bene degli adulti del domani.   Grazie per l’opportunità che mi è stata data, cordialmente Elena Carleschi